Fatti
Martedì 29 settembre sono ufficialmente partiti i lavori per la riqualificazione del centro servizi anziani e ospedale di comunità Sant’Antonio Abate di Alano di Piave, nel Comune di Setteville (Belluno). I lavori riguardano l’adeguamento degli spazi della struttura, l’ammodernamento delle attrezzature contenute e delle soluzioni tecnologiche, la staticità dell’edificio e la riqualificazione energetica.
L’intervento vedrà un impegno complessivo di 4 milioni di euro da parte di Fondazione Opera della Speranza, proprietaria della struttura, che dal 2025 ha stretto una collaborazione con la società cooperativa sociale S.T. Gestioni (del Gruppo Spes) per la gestione dei centri servizi di Alano, Quero e Fonzaso e per l’ospedale di comunità di Alano di Piave. Il cantiere proseguirà per circa due anni sotto la direzione dell’ingegnere Stefano Scuttari che ha curato anche l’intero iter progettuale, avviato nel 2021. Il progetto prevede che l’ospedale di comunità venga trasferito dall’attuale nucleo abitativo all’adiacente ex scuola materna di Alano di Piave, ormai chiusa da tempo.
«Con questi lavori si intende dare piena attuazione alle indicazioni della normativa regionale che prevede che per le due unità di offerta (ospedale di comunità e centro servizi per anziani) ci siano entrate e percorsi separati –sottolinea Patrizia Scalabrin, presidente di Fondazione Opera della Speranza – Questo intervento cambierà la vita degli ospiti delle strutture e dei lavoratori perché miglioreranno anche i livelli di sicurezza: ci sarà molto più spazio a disposizione per entrambe le unità di offerta».
Gli interventi interesseranno anche la staticità dell’edificio, sorto nel 1923 e ampliato nel 1982, con miglioramento dell’indice antisismico. Sarà inoltre potenziato l’impianto fotovoltaico, sostituito l’impianto di riscaldamento con caldaie ibride più performanti e applicato l’isolamento a cappotto per consentire un livello energetico alla struttura che restituisca comfort e risparmio allo stesso tempo.
I disagi per gli ospiti saranno ridotti al minimo poiché i lavori inizieranno proprio dall’ex scuola materna, quindi il cantiere non interferirà con le attività della casa di riposo e dell’ospedale di comunità.
L’investimento acquista il suo significato più profondo nel valore che riconosce agli anziani e ai pazienti ospitati nella struttura e al personale che vi opera poiché attraverso il rinnovamento si renderanno gli ambienti non solo più efficienti e sicuri, ma soprattutto più accoglienti.
«Questa è una grande sfida che la Diocesi di Padova e le tre parrocchie, socie di Fondazione Opera della Speranza, hanno raccolto e portano avanti con coraggio: la volontà è quella di mantenere fermo il contatto con le comunità continuando da un lato a erogare servizi importanti e preziosi per il territorio e dall’altro a essere un’azienda attrattiva per i lavoratori» conclude Scalabrin.