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Ventidue giorni a fare e disfare la formazione, come Penelope con la tela: tanto è durata l’attesa del Padova, fermo dal 19 settembre per la sosta delle nazionali. L’Odissea, del resto, è tornata di moda: quest’estate Christopher Nolan l’ha riportata al cinema, con Matt Damon nei panni di Ulisse. Nella versione in programma in questo sesto turno di campionato all’Euganeo, però, la parte tocca ad Antonio Calabro, e la trama va alla rovescia: è Itaca che si mette in viaggio e va a trovare Ulisse. La Carrarese sale a Padova e sulla panchina di casa trova il suo vecchio condottiero. Una Carrarese che nelle prime cinque giornate ha raccolto un solo punto, pareggiando ad Ascoli, e ha perso le altre quattro partite, contro Mantova, Empoli, Catanzaro e Benevento. Da qui la scelta di approfittare della sosta per cambiare guida tecnica e provare a dare una scossa: via Gabriele Cioffi, dentro Guido Pagliuca, fresco di divorzio dall’Empoli. E sulla panchina empolese, a chiudere il cerchio, si è seduto l’ex allenatore biancoscudato Matteo Andreoletti.
La tradizione sorride al Padova: contro la Carrarese i biancoscudati non hanno mai perso in Serie BKT, con tre vittorie e un pareggio in quattro precedenti, e contro nessun’altra avversaria vantano un’imbattibilità più lunga nel torneo cadetto (quattro gare anche con Campobasso, Pro Gorizia e Trani). L’Euganeo, poi, è tornato un fortino: quattro successi nelle ultime cinque gare interne, tutti per 1-0 e l’ultimo contro l’Ascoli, tanti quanti ne erano arrivati nelle precedenti 25. È un Padova che vive di misura: un gol esatto in ciascuna delle cinque giornate fin qui disputate e, nelle ultime 15 di campionato, più di una rete soltanto nel 4-3 di Cesena che chiuse la scorsa stagione. Di fronte c’è una Carrarese in piena crisi: dieci turni senza vittorie (tre pareggi e sette sconfitte) e tre ko di fila a secco di gol. Un quarto senza segnare sarebbe una prima assoluta in B per i toscani, che non perdono quattro gare consecutive da gennaio-febbraio 2025, quando in panchina c’era Antonio Calabro (furono cinque). Eppure gli apuani sono la squadra che verticalizza più in fretta del campionato (2.1 metri al secondo), con il Padova terzo a 1.96 insieme al Pisa. Tra i singoli, occhi su Matteo Cocchi, a segno con un assist nelle ultime due uscite: l’ultimo difensore a riuscirci per tre gare di fila fu Tiago Casasola, nel 2020 con il Cosenza. E su Jonas Rouhi, secondo in B per tiri procurati ai compagni (15, uno in meno di Raffaele Russo) e primo per occasioni create da palla inattiva: sette, due in più di Emanuele Zuelli, suo avversario di giornata. Padova senza lo squalificato Carissoni, fermato per un turno; nessuno squalificato nella Carrarese.
Alla vigilia dell’incrocio con il suo passato, Antonio Calabro tiene i sentimenti al loro posto: «L’emozione è la solita di tutte le partite del campionato, perché ci sono in palio punti importanti. Poi è inutile nasconderlo, mi farà piacere rivedere persone con le quali ho condiviso un percorso straordinario, che va oltre i soli successi sportivi». «Gente – aggiunge – con la quale ho avuto e continuo ad avere un rapporto importante di amicizia». Sull’addio non ci sono ombre: «Carrara è un ambiente maturo, molto più maturo di quello che può sembrare. Sia con la dirigenza che con l’ambiente, quando c’è chiarezza, umiltà, semplicità e trasparenza, problemi non dovrebbero essercene, né da parte mia né da parte loro, nell’accettare le scelte o le valutazioni che si possono fare per il futuro».

Poi c’è l’avversario, reso meno leggibile dal cambio in panchina: «Quando si cambia guida tecnica ci sono sempre delle incognite tattiche su quello che potrebbero fare, non essendoci uno storico. È ovvio che io so di che cosa sono capaci almeno i giocatori che ho avuto negli anni precedenti, e questo conferma che, oltre all’incognita del cambio tecnico, sarà una partita difficile anche per la qualità della squadra». Più del singolo, teme il collettivo: «È un po’ il gruppo squadra, che anche in questo campionato, nelle due trasferte precedenti, ha tirato fuori delle prestazioni: ha pareggiato ad Ascoli e ha perso a Catanzaro negli ultimi cinque minuti, facendo gare abbastanza compatte e coriacee. Questo dimostra che è una squadra che soprattutto fuori casa riesce a mettere in difficoltà l’avversario». Sollecitato di nuovo, i nomi li fa: «Di chi era partito con me in Serie C sono rimasti Finotto, Schiavi e Belloni: so che possono essere, tra virgolette, l’anima di quella squadra, i trascinatori non soltanto tatticamente ma anche emotivamente. Poi, dagli anni successivi, ci sono Oliana, Ruggeri, Parlanti e Abiuso, giocatori che mi hanno dato tanto e hanno dato tanto alla Carrarese. Oltre alla voglia di rifarsi in questo campionato, so che cosa vogliono dare a livello morale all’ambiente: ci mettono anima e corpo per tirarsi fuori dalle vicissitudini».
Di fronte ci sarà Guido Pagliuca, che non sarà in panchina causa squalifica, già incrociato tre volte: «Guido è un allenatore bravo, che dà un’impronta alle sue squadre. Sicuramente vorrà cambiare qualcosa nella strategia, sia difensiva che offensiva, della Carrarese delle prime cinque giornate: vorrà dare la sua impronta e sicuramente gliela darà. L’incognita può essere sulla formazione, non tanto su quello che vorrà proporre a livello tattico, perché lui è quello, e quello cerca di fare a prescindere dai giocatori che ha a disposizione». E sulla regola che permette a un tecnico di sedere su due panchine nella stessa stagione, al di là del caso Pagliuca, Calabro è netto: «Sono favorevole, perché penso che noi allenatori siamo l’anello debole di questa catena. A volte paghiamo per colpe nostre, a volte anche per colpe non nostre, e questo non deve precludere un’intera annata. Se abbiamo la possibilità di rimetterci in carreggiata e di dimostrare il nostro valore, non vedo perché non debba essere giusto».
Capitolo sosta: «È inutile negarlo e far finta di niente: sono state tre settimane senza l’ansia e l’adrenalina di affrontare partite importanti. Abbiamo cercato di sopperire a questa lacuna con le amichevoli, però ovviamente non riesci a equiparare l’atteggiamento animalesco che hai nei confronti di una partita di campionato. Per questo in settimana siamo stati molto attenti ad accendere anche gli allenamenti. Dobbiamo essere molto bravi ad approcciare subito questa gara». L’infermeria è quasi vuota: «La squadra sta bene, ho tutti a disposizione tranne Carissoni squalificato e Zanimacchia ancora infortunato. Artistico è convocato e sta bene: anch’io non vedo l’ora di vederlo in campo, e secondo me il momento si sta avvicinando». L’attaccante può essere preso in considerazione anche dal primo minuto, conferma il tecnico, che però alla domanda se abbia già i novanta minuti nelle gambe risponde con un secco «no». Nessun problema per Faedo: «Ha saltato soltanto i primi due giorni della settimana per una botta alla spalla, per il resto si è allenato».
Si riparte dalla prova di Palermo e dai giovani: «Io ho fiducia nel gruppo intero, che mi consente, a seconda delle partite, di fare valutazioni anche a livello strategico. Per quella gara ho fatto quelle scelte perché pensavo che andassero bene. E mi fa piacere che anche chi aveva giocato meno, o chi è più giovane, abbia fatto una bella figura al cospetto di 33.000 persone e di una squadra accreditata da tutti come la regina del campionato. Vuol dire che uno dei punti cardine di questo progetto Padova, cioè la valorizzazione dei giovani, anche dei propri giovani, sta avendo un inizio, e anche abbastanza importante». Sulla formazione, però, nessun indizio: «Valuto di partita in partita la strategia e le richieste di una gara. Avendo a disposizione 23-24 giocatori posso fare le scelte a seconda di quello che penso possa avvenire, sia con la formazione iniziale sia in corsa».
In settimana la squadra ha visitato la sede di Acciaierie Venete del patron Alessandro Banzato: «Un’esperienza positiva, che ha voluto dare un senso di familiarità: capire con chi abbiamo a che fare, le persone che lavorano per l’azienda, i sacrifici che fanno, le idee e la competenza che hanno, e soprattutto l’aspetto morale che la contraddistingue. Un aspetto di visione importante, di visione al futuro, ma soprattutto familiare. È il timbro che la famiglia Banzato vuole dare anche al Calcio Padova, e penso che il messaggio sia arrivato non soltanto a me ma anche ai miei giocatori».
Chiusura leggera sul Fantacalcio di Serie B, al via in questo turno: «Non sono un giocatore di Fantacalcio e l’ho saputo due giorni fa, perché qualcuno mi ha detto: “Mister, chi gioca?”. E io ovviamente non gli ho potuto dare la formazione. Mi hanno insegnato che se prendi i difensori che fanno gol, o i centrocampisti che costano meno e fanno gol, può essere qualcosa di buono: li paghi poco però fruttano molto». Con una promessa finale: «Al Padova con i centrocampisti ci sta andando. Adesso deve arrivare il momento degli attaccanti. Arriverà».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna, 20 Bortolussi, 90 Artistico
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Galazzi, Capelli; Artistico, Moro. All. Calabro
CARRARESE (3-4-2-1): Pizzignacco; Ruggeri, Oliana, Reale; Guercio, Braunoder, Schiavi, Rouhi; Rubino, Topalovic; Abiuso. All. Batista
Arbitro: Claudio Giuseppe Allegretta (sezione di Molfetta). Assistenti: Monaco e Santarossa. IV ufficiale: Giuseppe Vingo (sezione di Pisa). Var: Cosso (sezione di Reggio Calabria), Avar: Rutella (sezione di Enna). Diretta tv su DAZN e La B Channel.