Chiesa | Diocesi
Partire per un’esperienza missionaria di tre anni in Africa e mettere in conto, prima di ogni altra cosa, di “perdere tempo”. Suona male, e Ilaria Avataneo lo sa. Ma è così che lei e Alice Santiglia raccontano la missione che le aspetta: presenza, ascolto, silenzio. Il fare viene dopo. Sabato 17 ottobre, alle 9.30 in Cattedrale, ricevono il crocifisso dal vescovo Claudio nella veglia missionaria di invio, che quest’anno si tiene di mattina nel contesto dell’assemblea diocesana. Con loro due religiose e sedici inviati legati a Medici con l’Africa Cuamm: medici, amministrativi, volontari del servizio civile. È la vigilia della centesima Giornata missionaria mondiale, per la quale papa Leone XIV ha scelto il tema “Uno in Cristo, uniti nella missione”.
Due appuntamenti in uno. Dopo l’accoglienza dei missionari rientrati, tra cui don Mario Gamba, ricevono la benedizione i cinquecento candidati ai ministeri battesimali con le quindici équipe formative, poi è la volta dei partenti. «La benedizione dei candidati, che non è il mandato – precisa don Raffaele Coccato, responsabile del Centro missionario diocesano – si configura come un’occasione per animare tutta la Diocesi attorno al tema dei ministeri battesimali». Mettere insieme le due cose, aggiunge, «fa sentire che il respiro universale della nostra Chiesa continua a essere importante, bello, arricchente». Del resto «questa esperienza della ministerialità battesimale è per certi aspetti un nuovo territorio, non conosciuto – osserva Lorenzo Rampon, collaboratore del Centro missionario – È un’esperienza da imparare cammin facendo».
Ilaria Avataneo e Alice Santiglia hanno 29 anni e lo stesso mestiere: educatrici sociali. Ilaria, piemontese che vive a Sandrigo, nel Vicentino, raggiungerà la missione padovana di Adaba, in Etiopia. Alice, di Codiverno di Vigonza, andrà a Beira, in Mozambico, nella missione diocesana di Vicenza. Tre anni con la convenzione Cei per i laici fidei donum: Ilaria dovrebbe partire a gennaio, Alice spera in febbraio, visto permettendo. Tutte e due arrivano da “Viaggiare per condividere”, il percorso del Centro missionario che le ha portate una prima volta in missione: Ilaria in Etiopia, Alice in Brasile. «Tappa dopo tappa la domanda missionaria si è fatta sempre più forte – racconta Elisabetta Corà, collaboratrice del Centro missionario – È bello questo scambio tra Diocesi».
«Ho chiesto di partire con la Diocesi di Padova perché ho partecipato a “Viaggiare per condividere” nel 2023-24 – spiega Ilaria – Siccome conoscevo già la realtà etiope, mi hanno chiesto di tornare lì». In quel cammino ha ritrovato un sogno in parte dimenticato: «L’ho ripreso in mano e ho scoperto che non era solo un sogno, ma un vero e proprio desiderio di vita che non potevo più mettere a tacere». E ha scelto di partire da laica fidei donum, «non con un’associazione o una ong, ma proprio come membro di una Chiesa che si fa dono a un’altra Chiesa, per poi ritornare ed essere dono a casa propria».
E una volta là? «Lo scopriremo vivendo – anticipa Alice – perché l’esperienza di missione si costruirà sul territorio insieme ai missionari che ci accoglieranno». A lei è stato chiesto, per cominciare, di seguire il doposcuola: «L’idea, siccome non c’è mai stato un laico in quella missione in Mozambico, è che io possa un po’ alla volta creare con la gente del posto un rinforzo scolastico per bambini e adolescenti che vivono in situazioni di livello scolare molto basso». Ma l’ordine è chiaro: «Partiamo prima come missionarie e poi come educatrici. Lo stile è quello dell’essere più che del fare: questo per noi è un mantra che ritorna costante».
Cambiano anche le ragioni del viaggio. «Non partiamo per salvare nessuno – osserva Ilaria – ma perché ci siamo scoperte amate da un Dio che accoglie così come siamo, nelle nostre piccolezze e nei nostri difetti». E ancora: «Noi non partiamo con l’obiettivo di conquistare o convertire nessuno: se accadrà, sarà qualcosa che verrà da Dio. Partiamo per metterci in dialogo con le persone e testimoniare, con la nostra vita, un Dio che è puro amore».
A “scavare” in loro è stato il corso del Cum-Centro unitario per la formazione missionaria, a Verona, per i partenti, cinque settimane che si chiudono il 16 ottobre. «Mi ha messa molto in discussione anche sul senso stesso del partire – ammette Ilaria – Ti chiedi come poterlo fare in maniera diversa rispetto a quello che è stato nella storia». E non si fa sconti: «Per quanto ci sia la buona volontà di non andare con una logica colonizzatrice, credo che in qualche maniera sia un po’ insita in noi». Alice è sulla stessa linea: «Coscienti di questa storia, dobbiamo chiederci come evitare di portare avanti una dinamica coloniale».
Il bagaglio, alla fine, è questo. «Non sono più solo una persona che parte, ma una cristiana che parte con un senso – conclude Alice – Questo percorso mi regala uno stile con cui voglio partire, restare sulla terra e intessere le relazioni».
Sono 16 i giovani in partenza del Cuamm che ricevono il crocifisso. Provengono da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche, Lazio e Campania, e presteranno servizio in Angola, Costa d’Avorio, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Tanzania e Uganda. Sono spinti da quel «Euntes curate infirmos» che ancora, dopo quasi 76 anni, coinvolge e motiva tanti a donare tempo e professionalità per la salute dei più poveri. Ci sono Beatrice e Paolo, ostetrica e amministrativo, che andranno a Chiulo, in Angola, con i loro bambini. Specializzandi in pediatria, chirurgia o medicina d’urgenza, come Camilla, Alessia, Chiara, Gerardo e Angela. Accanto a loro, amministrativi e alcuni giovani che hanno scelto di vivere un anno di servizio civile in Africa, come Camilla, Teresa, Anna, Anita, Carmen, Anna, Costanza, Arianna e Alessandra.
All’assemblea diocesana vengono benedetti dal vescovo Claudio i primi candidati ai ministeri battesimali – 463 persone provenienti da 94 parrocchie – e le équipe formative zonali. Il primo passo del percorso di formazione nel quale sono coinvolti sarà il weekend residenziale – a cui sono invitati anche parroci e diaconi – del 20 e 21 novembre, che avrà come focus “Il vissuto personale e l’esperienza di servizio ministeriale”. Sono in programma altri due weekend: 12-13 febbraio e 12-13 marzo. Il percorso prevede, inoltre, alcuni appuntamenti formativi online: 23 e 30 novembre, 14 dicembre, 11, 18 e 25 gennaio.
Nelle altre parrocchie della Diocesi, quelle non coinvolte quest’anno dalla formazione, continua il cammino di sensibilizzazione ai ministeri battesimali. Per approfondire si può visitare la pagina dedicata nel sito diocesipadova.it