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Domenica 8 novembre, alle 15.30, ci ritroveremo in Cattedrale per celebrare il Rito di ammissione al catecumenato di un gruppo di persone. Questo rito ci mostra uno dei primi segni della cura. Il catecumeno deve imparare ad accettare che ci sia qualcuno che avrà cura di lui: il vescovo, il parroco, il catechista, il garante, ma anche tutta la comunità cristiana.
È interessante la domanda che viene rivolta ai garanti, ma poi anche a tutti i presenti: «E voi garanti che ci presentate questi candidati al battesimo e voi tutti, fratelli, qui presenti, siete disposti ad aiutarli nella loro ricerca di Cristo e nel loro impegno a seguirlo?». A questa domanda tutti rispondono: «Sì, siamo disposti ad aiutarli».
Il gesto del segno della croce sulla fronte e sui sensi dei candidati diventa evocativo della chiamata per ciascuno di noi alla sequela di nostro Signore. Mentre si segna la fronte, viene detto: «Ricevi il segno della croce, Cristo stesso ti protegge con il segno del suo amore. Impara ora a conoscerlo e a seguirlo». Poi si segnano le orecchie per: «Ascoltare la voce del Signore»; gli occhi per: «Vedere lo splendore del volto di Dio»; la bocca per: «Rispondere alla parola di Dio»; il petto perché: «Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori»; le spalle per: «Sostenere il giogo soave di Cristo».
Il triplice segno di croce, che facciamo prima dell’ascolto del Vangelo durante la messa, è proprio una memoria di questo primo gesto compiuto sui catecumeni. Vederlo e ascoltare queste parole diventa prezioso per ogni cristiano, chiamato dalla grazia a conoscere e seguire Gesù; ad ascoltare la sua voce; a vedere il suo splendore e rispondere alla sua parola con l’assenso della fede; a custodire la presenza del Risorto per sostenere con lui il suo giogo soave.