Mosaico
Incontri tra artisti di generazioni diverse, intersezioni stilistiche che portano il jazz a confrontarsi con la contemporaneità, ascolti esplorativi lungo le traiettorie geografiche e storiche della musica afroamericana: tutto questo è il Padova Jazz festival, la rassegna che si svolge dal 22 ottobre all’8 novembre in più luoghi della città, in spazi storici e di pregio e in quelli più informali fino ad arrivare nelle aule universitarie.
In questa 28a edizione spiccano le presenze femminili, «ma – precisa Gabriella Piccolo Casiraghi, direttrice artistica della rassegna e presidente dell’associazione culturale Miles che organizza il festival – non è un omaggio alle donne in quanto tali, ma una constatazione: in questi ultimi anni le donne sono emerse come grandi musiciste e nel festival abbiamo artiste di altissimo livello. Quindi la loro presenza va sottolineata da questo punto di vista».
Ad aprire il festival, con una anteprima, era stata Amii Stewart, il 6 novembre invece ci saranno Dee Dee Bridgewater e un quartetto femminile pronte a eseguire brani di protesta e a lanciare un grido di battaglia: “We exist!”. In mezzo ci sono artiste come la violinista e cantante Yilian Cañizares o la pianista Marialy Pacheco. «Il festival – continua la direttrice artistica – è una vetrina e nella vetrina si espone il meglio che si può avere. Negli anni ho sempre cercato di guardare con un occhio di riguardo ai gusti diversi del pubblico, ai giovani che amano l’avanguardia, alle nuove leve come il sassofonista Isaiah Collier (il 7 novembre)che non è molto conosciuto, ma sta facendo veramente molto rumore nell’ambito del jazz. E poi l’attenzione del festival è anche alle questioni sociali». La proposta è quindi ricca e variegata, non solo nei gusti, che toccano il latin jazz, il filone afroamericano, il jazz italiano, ma anche nei luoghi e negli orari. «Ci sono concerti pomeridiani e la domenica mattina – enuncia infatti Gabriella Piccolo Casiraghi – proprio per dare la possibilità a un pubblico più vasto possibile di poter accedere. Il jazz spesso è considerato un genere difficile, ma in questi anni l’afflusso nei teatri o nelle sale mi fa dire che la percezione è un po’ cambiata. Bisogna avvicinarsi, è un genere per menti curiose che abbiano anche la capacità di aprirsi ad altre cose, ad altri prodotti culturali. C’è anche una presenza massiccia di giovani studenti per i quali il festival riserva il 10 per cento dei posti a ogni concerto con un biglietto a 10 euro. I giovani sono sempre i benvenuti, sono il pubblico del futuro».
Il cartellone prevede i live la domenica mattina al Barco teatro (il 25 ottobre, l’1 e l’8 novembre); tre grandi concerti serali al Verdi ai quali si affiancano altrettanti concerti pomeridiani al Ridotto del teatro (il 5, il 6 e il 7 novembre). Fra i grandi nomi invece spiccano Kurt Elling e gli Yellowjackets (il 5 novembre), il trombonista Delfeayo Marsalis, esponente della celebre dinastia jazzistica, la Marsalis Family e Doctor 3 con Luciano Biondini (il 24).
Il festival però non è solo musica e concerti. Il programma infatti prevede anche degli eventi culturali a ingresso gratuito: due le mostre fotografiche, la prima dedicata agli scatti di Tim Dickenson (dal 28 ottobre al 29 novembre alle Scuderie di palazzo Moroni), l’altra alle immagini di Alessandra Freguja (dal 19 ottobre al 22 novembre al Caffè Pedrocchi). Due anche gli incontri letterari, alla sala Bianca del Caffè Pedrocchi, con gli autori invitati a presentare le proprie opere: Nicola Gaeta introdurrà il suo libro Black Beauty. Storie di musica nera affiancato da Michele Bugliari (23 ottobre); Claudio Fasoli parlerà del suo Jazz, architetture di un azzardo assieme a Francesco Martinelli (30 ottobre). Infine l’artista Anna Piratti presenterà per il festival l’open studio “Minaccia sereno” (22 ottobre, sala delle pigne – Inaf Osservatorio astronomico di Padova).
«L’intento di questi eventi collaterali è quello di ampliare la possibilità di conoscenza del mondo del jazz a un pubblico sempre più ampio e anche a quello più scettico. Tim Dickenson propone 48 scatti molto originali di musicisti importanti, il suo, se vogliamo, è un percorso storico. Attraverso la fotografia si può immaginare di ascoltare la musica. Alessandra Freguja, fotografa di Treviso, presenta 14 foto di donne musiciste. Tutti gli anni poi facciamo un evento all’interno di un’aula universitaria (il 22 ottobre), una bella iniziativa che ha riscosso sempre molto interesse. Quindi non è solo un festival di jazz, di musica, ma è multidimensionale. In questi 28 anni il pubblico si è fidelizzato, ma anche ampliato, incuriosito. Nel tempo la rassegna ha saputo conquistare e incuriosire una fascia di pubblico importante».
Il programma completo del festival è sul sito padovajazz.com