Storie
Nelle mille storie che si sono incrociate durante il pellegrinaggio di Unitalsi a Lourdes l’ultima settimana di agosto, ce n’è una di una lunga storia d’amore: 50 anni di matrimonio. Elisabetta Ambrosini, 73 anni, e Pietro Peraro, 82, hanno scelto di festeggiare e condividere una tappa fondamentale della loro vita con i figli e le rispettive famiglie. Racconta Pietro, che vive con la moglie a Saccolongo in mezzo alla campagna: «Avevamo pensato già a un viaggio che coinvolgesse noi e le famiglie dei nostri figli Francesco e Laura. L’idea all’inizio era di andare ad Assisi, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni dalla morte di san Francesco ma, infine, abbiamo scelto Lourdes per ringraziare la Madonna di tutto ciò che abbiamo avuto e di come abbiamo superato le difficoltà della vita».
Pietro ed Elisabetta ora sono in pensione, ma la coppia ha svolto, durante l’età lavorativa, una professione dedicata in qualche modo sempre al servizio degli altri: Elisabetta è stata infermiera nel reparto di pediatria dell’ospedale di Padova per 20 anni, mentre Pietro è stato responsabile dei servizi funebri e prima ancora ha lavorato in ortopedia sempre all’ospedale di Padova. «Per 20 anni – spiega Elisabetta – ho fatto l’accompagnatrice dei malati durante i pellegrinaggi a Lourdes come semplice volontaria e perciò questo viaggio mi è sembrato l’evoluzione naturale di ciò che avevo iniziato». «Sono stato a Lourdes per la prima volta 30 anni fa – aggiunge il marito – dopo un’operazione all’anca. Mi portò mia moglie. Ci è sembrato giusto portare i nostri figli e i nostri nipoti».
Laura, 48 anni, medico all’ospedale Sant’Antonio di Padova, è la figlia più grande ed è sposata con Roberto e insieme hanno due figli, Natan di 9 anni e Caterina di 5 anni. Francesco, 39 anni, veterinario, è il figlio più piccolo e assieme a Giulia, sua moglie, hanno tre figlie: Chiara, 9 anni, Agnese, 6 e Anna 2.
Una comitiva nella comitiva che in treno ha vinto di gran lunga il premio come gruppo più vivace e simpatico, occupando due scompartimenti vicini, nei quali si scambiavano continuamente i passeggeri, soprattutto i nipoti che saltellavano e ridevano da uno scompartimento all’altro e gli adulti sempre aperti ad accogliere il pellegrino di passaggio per scambiare due chiacchiere, una risata o una riflessione sull’esperienza di Lourdes. «Ho chiesto a Unitalsi di dormire e mangiare al Salus (la struttura che a Lourdes ospita i malati e i volontari, ndr) per far vedere ai miei nipoti come è la realtà delle persone con disabilità ed essere grati alla vita in tutte le sue forme», spiega Peraro. Durante il soggiorno a Lourdes, tutta la famiglia, bambini compresi, ha sempre partecipato con entusiasmo a ogni celebrazione. La coppia ha vissuto un momento di grande gioia e commozione quando il vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, ha consegnato loro l’attestato che celebrava i 50 anni di matrimonio davanti a tutta la delegazione di Unitalsi durante la messa nella chiesa di Santa Bernadette. «Quando entri nel santuario vai un po’ in confusione – ricorda Pietro Peraro – Osservando le persone ci si chiede se sono mosse dalla fede o dalla speranza, poi arriva la serenità».
«Abbiamo passato, come tante famiglie, molte difficoltà nella vita, ma siamo sempre riusciti, quando il mare era in tempesta, ad avere un appiglio nella fede. E per noi questo pellegrinaggio è stato un momento di doveroso ringraziamento e di rinnovamento dei sentimenti di quando ci siamo conosciuti».

Il treno dell’Unitalsi è partito dalla stazione di Padova il 26 agosto alle 4.30. Dodici vagoni, 133 persone, tra passeggeri, volontari e malati della sottosezione di Padova, ai quali si sono poi uniti i passeggeri delle sottosezioni di Treviso e Bergamo. 38 i malati ai quali sono riservati gli ultimi due vagoni attrezzati con letti, e servizi igienici su misura. Il viaggio in treno è durato 30 ore.