Idee
Il rischio è di aggiungere parole a parole, commenti a commenti, analisi ad analisi nel legittimo e doveroso intento di dare risposte a quanto accaduto nei giorni 17 e 18 ottobre a Milano.
La ferita inferta da adolescenti e preadolescenti alla città è aperta, all’incubo è seguito un brusco risveglio in cui la lucidità fatica a riprendersi.
Alla interruzione della comunicazione tra le generazioni giovani e quelle adulte si è aggiunta, anche se non nuova, l’interruzione della comunicazione all’interno di una stessa generazione.
Su un quadro così inquietante si è stagliata e si staglia l’ombra di chi utilizza i social in una sorta di moderna e malvagia edizione della favola del pifferaio magico dei fratelli Grimm.
La campana delle domande è tornata a suonare.
In attesa di capire di più e meglio la prima risposta istituzionale, una risposta di adulti, è stata il varo di un nuovo decreto sicurezza. Su un altro versante adulto molti media, messa fuori campo la parte non violenta delle manifestazioni, hanno ignorato che esiste una Carta di Treviso a tutela dei diritti dei minori. In questo accordo del 1990 si chiede che l’attenzione dei media verso ragazze e ragazzi “non si limiti all’eccezionalità dei casi che fanno clamore, ma che approfondisca, con inchieste, speciali, dibattiti, la condizione del minore e le sue difficoltà, nella quotidianità”.
Chi ha consumato le suole delle scarpe sulle strade delle periferie?
Troppo faticoso, più facile ignorare l’etica professionale come ha denunciato l’Unione cattolica stampa italiana di Lombardia all’indomani dei fatti.
La campana delle domande suona ancora.
Colpisce, stando sempre con lo sguardo agli adulti, che in una situazione di vuoto e di paura sia stato prevalente quel senso di sicurezza a fronte dello schieramento a Milano di cinquecento paracadutisti della Folgore, cinquecento militari preparati per impegnative operazioni di guerra. Persone, come tutte quelle delle forze dell’ordine, meritevoli di stima e di rispetto.
Ma non sarebbe stato segno di maturità politica inviare nelle periferie milanesi anche cinquecento educatori ed educatrici di strada?
La domanda può sembrare fuori luogo ma non può sfuggire il senso perché in quei giorni tribolati sono state citate le scuole, le famiglie, gli oratori, le parrocchie, le associazioni di volontariato, il servizio civile, le stesse istituzioni locali?
Citare significa ammettere l’esistenza di presenze educative nel territorio anche nei contesti difficili delle periferie. Si dirà che chiamare in campo queste risorse esige tempi lunghi mentre alla violenza è necessario rispondere con immediatezza.
E’ vero ma è altrettanto vero che non basta citare: alle istituzioni e alla politica non è mancato il tempo di scelte a sostegno non formale di queste presenze.
Può l’emergenza essere il primo se non unico criterio per rispondere al malessere delle nuove generazioni che sono alla porta e bussano?
La campana delle domande suona ancora..
Pur condannando senza alcune riserva la loro violenza questi adolescenti e preadolescenti sono figli nostri e con loro è necessario pensare e costruire la città come luogo di un’amicizia sociale fondata sulla giustizia e sula solidarietà.
Un’impresa difficile ma non impossibile, come difficile ma non impossibile è cambiare una politica povera di visione e di capacità di discernimento, una politica assorbita dalla ricerca quasi spasmodica di consensi elettorali anche inseguendo fatti di cronaca e cavalcando paure, insicurezze, diffidenze.
Un motivo in più per dire a sé stessi che lamentarsi e denunciare carenze e inadempienze è doveroso ma non basta: quanto accaduto e che ancora può accadere chiede di “riamare” la politica e non di aggravarne la fragilità con l’astensionismo.
Occorrono un pensiero, un progetto e un’azione al servizio della città coinvolgendo nella partecipazione i suoi suoi abitanti a partire da quelli giovanissimi che l’hanno ferita con una violenza ingiustificabile ma anche disperata.
La campana delle domande suona ancora, non solo nel nostro Paese, ed è tempo che si facciano udire i rintocchi della campana delle risposte.