Fatti
Far dialogare mondi che possono stringere alleanze sinergiche, come dimostrato dalle relazioni intessute in questi ultimi anni: Terzo settore, imprese, istituzioni e comunità. Tre appuntamenti, tre linguaggi diversi,
un unico filo conduttore: la responsabilità condivisa e l’impatto che nasce quando profit e non profit lavorano insieme sul territorio, nel solco dei valori racchiusi sotto il cappello di “economia sociale”, ovvero l’insieme delle entità di diritto privato che mettono al centro – e davanti –
le persone e le finalità sociali o ambientali. È questo il senso di “Responsabili”, il nuovo progetto proposto dal Centro servizio volontariato di Padova e Rovigo.
«Responsabilità è una parola che usiamo di frequente, ma non sempre la pesiamo nel modo giusto – spiegano la presidente Marinella Mantovani e il vicepresidente Stefano Tinazzo – La immaginiamo come un fardello personale, un conto da saldare spesso da soli. Ma la sua radice parla di risposta, e ogni risposta presuppone qualcuno a cui darla. Una comunità nasce esattamente lì: quando persone, imprese, istituzioni e Terzo settore smettono di guardarsi da lontano e iniziano a rispondersi. Il valore, del resto, non appartiene a un solo mondo. Si genera negli incontri tra chi sa fare impresa e chi sa fare comunità, tra chi porta risorse e chi porta prossimità. Sguardi complementari, non alternativi. È un dialogo che il Csv di Padova e Rovigo coltiva da tempo».
E ancora: «Da anni siamo accanto a centinaia di enti del Terzo settore e lungo questo cammino abbiamo scoperto nelle imprese delle compagne di strada preziose. Lo sono quando aprono i propri team all’esperienza del volontariato aziendale. Lo sono quando sostengono i progetti delle associazioni attraverso il fondo per i progetti di comunità, le campagne di crowdfunding o l’adozione di una piccola realtà del territorio. Lo sono quando scelgono di regalare un’esperienza di impegno civico, come è stato con il cofanetto “Va’ Buono”. Gesti diversi, con un denominatore comune: generare valore reciproco per chi dona e per chi riceve, mantenendo quello stesso valore sul territorio».
Da questa esperienza e dalla convinzione che si possa fare ancora meglio è nato “Responsabili” il nuovo format del Csv di Padova e Rovigo, che il 14, 16 e 17 ottobre ha proposto tre appuntamenti: un webinar, un convegno e uno spettacolo teatrale «per capire cosa possiamo costruire insieme, perché la responsabilità, come tutte le cose preziose, si custodisce meglio insieme».
A descrivere le opportunità e gli ostacoli di queste collaborazioni contribuiscono i dati del 9° rapporto Noi doniamo dell’Istituto italiano della donazione (presentato a Genova in occasione del 4 ottobre, Giorno del dono). Nell’indagine, la quota di organizzazioni che dichiara di non aver ricevuto entrate dalle aziende scende dal 63 per cento del 2024 al 49 per cento del 2025. Tra gli enti senza contributi aziendali, il 36 per cento segnala la mancanza di tempo e risorse interne dedicate e il 33 per cento la difficoltà di stabilire un primo contatto. Quasi il 90 per cento degli enti intervistati, inoltre, non ha mai avviato progetti di volontariato d’impresa o team building (attività per “fare squadra”) solidale.
È in questo spazio che si inserisce il lavoro del Csv di Padova e Rovigo: facilitare la conoscenza reciproca, accompagnare la definizione delle proposte e aiutare aziende e associazioni a costruire attività compatibili con i rispettivi obiettivi e capacità organizzative. Negli ultimi quattro anni, dieci aziende del territorio hanno attivato percorsi di volontariato aziendale con il supporto del Csv, cinque delle quali nel 2025. Dal 2023 sono state coinvolte otto associazioni; nel biennio 2023-25 hanno partecipato 195 dipendenti, per complessive 2.445 ore di volontariato dedicate alla comunità.
Nell’ambito del format “Responsabili” si è tenuto il convegno, il 16 ottobre, sul tema “Persone, imprese e comunità. Economia sociale per promuovere responsabilità condivisa, sostenibilità e valore per il territorio”. È stato aperto dalla lectio magistralis “Etica del bene comune: dalla responsabilità individuale alla responsabilità condivisa” del prof. Paolo Sommaggio, presidente del corso di laurea in “Giurista del Terzo settore” dell’Università di Padova. «Passare da una responsabilità individuale a una responsabilità condivisa è ciò che sta cambiando oggi, superando il dualismo per cui da una parte c’è il mercato e dall’altra lo Stato, per arrivare al bene comune, che però era inteso come astratto e unico – ha spiegato – La premio Nobel (2009, ndr) per l’economia Elinor Ostrom ha mostrato che esiste una maniera terza: ci sono risorse comuni gestite in maniera auto organizzata per essere utilizzate e nel contempo preservate, e a farlo sono le “Comunità di gestione”. Un concetto che non rappresenta solo la terza via ma il sostrato culturale del Terzo settore. Le associazioni si costituiscono per comunità che gestiscono una risorsa e che rispondono a un bisogno. Nel 2001 la revisione dell’articolo 118 della Costituzione ha
introdotto il principio della “sussidiarietà orizzontale”: è una rivoluzione culturale, perché significa che anche il privato può interessarsi del pubblico. Principio sottolineato dalla Corte costituzionale dicendo che gli enti del Terzo settore sono entità private, ma si occupano di interessi generali. Da qui la necessità della coprogettazione».
E il privato? «Prima di questa rivoluzione culturale per l’impresa la responsabilità sociale era legata ai “no”: non inquinare, non sfruttare lavoratori e risorse, oggi invece significa fare – spiega Sommaggio – e si arriva alla responsabilità sociale d’impresa dove l’azienda crea alleanza col Terzo settore superando il semplice concetto di elargizione per arrivare alla coprogettazione».
Il ruolo del sistema imprenditoriale è stato approfondito da Nicola Berti e Pier Andrea Zaffoni della Camera di commercio di Padova, intervenuti sui percorsi di sostenibilità sociale e ambientale e sulle opportunità di collaborazione con il Csv, anche attraverso lo sportello “Nuova impresa” e l’attenzione alle realtà associative e non profit.
Dal convegno di metà ottobre, quindi, sono emerse tre priorità: assumere una responsabilità comune verso il territorio, rafforzare il dialogo e la comunicazione tra imprese, pubblica amministrazione ed enti del Terzo settore, integrare l’impegno sociale nelle scelte aziendali.
Il webinar “Aziende e Terzo settore: costruire collaborazioni che generano valore“, promosso dalla Scuola Tavazza del Csv, è stato pensato per le associazioni e gli enti del Terzo settore interessati a capire come rapportarsi al mondo delle imprese: perché un’azienda sceglie di collaborare con il non profit, come presentare la propria organizzazione e i propri progetti, quali forme può assumere una partnership, dal volontariato aziendale al sostegno economico, fino alle collaborazioni progettuali, e come costruire collaborazioni che generano valore reciproco.

Sono quattro le aziende padovane che hanno partecipato al progetto “Responsabili” rispondendo positivamente alla proposta avanzata dal Csv di Padova e Rovigo:
la Ard Raccanello spa è un’azienda storica che da quattro generazioni si colloca tra i produttori di sistemi vernicianti più influenti del mercato. È anche una B Corp (Certified B Corporation), ovvero un modello d’impresa orientato a generare un beneficio per tutti: persone, comunità, lavoratori, ambiente e non solo un profitto economico per gli azionisti. Nel 2026 il Csv con Ard Raccanello ha costruito esperienze di volontariato aziendale con Retake e Cucine economiche popolari, attraverso la progettazione dell’esperienza e la formazione interna ai dipendenti sui temi del volontariato e della partecipazione civica;
con Storeis, società di consulenza e-commerce e omnichannel retail, vale a dire una strategia di vendita che unisce tutti i canali fisici e digitali a disposizione del consumatore per offrire un’esperienza d’acquisto ottimale. Con questa azienda il Csv, sempre nel 2026, ha progettato un’esperienza di volontariato aziendale per settanta dipendenti presso l’Opera della Provvidenza di Sarmeola di Rubano;
con Siav, società benefit – cioè impresa che oltre all’obiettivo di dividere gli utili tra i soci, persegue legalmente una o più finalità di beneficio comune – nata per accompagnare imprese, enti pubblici e partner tecnologici nel loro percorso di trasformazione digitale. Il Csv per questa azienda ha organizzato un webinar dedicato ai dipendenti sui temi del volontariato e della partecipazione civica, e i dipendenti hanno svolto un’attività di volontariato aziendale presso l’Opsa.
Le tre aziende, che hanno fatto della responsabilità sociale un tratto distintivo del proprio modello, hanno portato le loro testimonianze al convegno “Persone, imprese e comunità. Economia sociale per promuovere responsabilità condivisa, sostenibilità e valore per il territorio” sottolineando l’importanza dell’esperienza sia quale crescita individuale sia per la ricaduta positiva sull’ambiente di lavoro.
Scelta differente quella compiuta da Maspica srl – Sixton Preak di Casalserugo, azienda leader nella produzione di scarpe antinfortunistiche, che ha deciso di ospitare nel capannone produzione lo spettacolo “Arbeit” di Teatro Bresci, dedicato al tema della sicurezza sul lavoro. Ciò ha assunto un significato simbolico: portare direttamente nei luoghi del lavoro un’esperienza culturale nella quale interrogarsi sulle trasformazioni economiche e sociali e sulla centralità della persona. Un messaggio importante che ha chiuso il percorso del progetto “Responsabili”.
Per chi si fosse perso l’appuntamento con “Responsabili”, il format dedicato all’economia sociale, sia il webinar che il convegno sono disponibili online sul canale YouTube e sul sito del Csv di Padova e Rovigo.