Mosaico | Cultura
A Ponte San Nicolò ci sono cinque frigoriferi che non dispensano bevande, ma libri: biblioteche di quartiere che quest’anno compiono dieci anni. Sono nel parco di Villa Crescente, nel Parco Vita del capoluogo, in via Firenze e nelle frazioni di Rio e Roncajette. Contengono circa 1.500 volumi e si reggono sulla fiducia: niente tessere, orari o registri. Si sfoglia, si sceglie, si porta via un libro o se ne lascia uno.
A raccontarne la storia è Antonio Zago, il volontario che da dieci anni recupera e ripara vecchi frigoriferi da bar. «Avevamo pensato di trasformare le cabine telefoniche in biblioteche, ma le stavano eliminando. Parlandone con l’allora sindaco Enrico Rinuncini è nata l’idea di un altro contenitore».
Il motto sui frighi è «Un libro rinfresca la mente». Non sono mancate le delusioni. «In dieci anni ne ho preparati sedici», spiega Zago, per sostituire quelli rovinati da intemperie e vandalismo. «Se qualcuno distrugge, si rifà e si riparte dall’inizio».
La soddisfazione più grande? «Il papà con la sua bimba che cerca il libro nello scaffale dei più piccoli e poi si siedono sulla panchina a leggere insieme».
Il futuro dipende da frigoriferi in buone condizioni e da chi vorrà dare il cambio: «La gente non deve per forza andare in biblioteca: deve trovare la biblioteca fuori casa». Apprezzamento arriva anche dall’amministrazione. «Da cittadina sannicolese ero orgogliosa di avere una tale opportunità nel mio territorio», dice Catia Zoppello, consigliera comunale con delega alla programmazione culturale. «È un privilegio che, grazie ad Antonio Zago, può essere goduto da chiunque. Ci auguriamo che la sua passione e la sua dedizione rimangano immutate».