Fatti
Il concetto di competitività regionale, inteso come la capacità di un territorio di offrire un ambiente attrattivo e sostenibile per imprese e cittadini, è al centro di una ricerca promossa da Veneto Lavoro e realizzata dalla Cgia di Mestre, l’associazione che rappresenta artigiani e piccole imprese. Lo studio, presentato lo scorso 30 settembre, analizza le performance del Veneto in chiave europea, valutando i principali indicatori economici, demografici e occupazionali.
I risultati mostrano un Veneto tra le prime venti Regioni europee per volume di Pil, con una crescita significativa tra il 2019 e il 2023 del più 18,7 per cento in termini assoluti e del più 23,7 per cento pro capite, un incremento secondo solo al Noord-Brabant, provincia dei Paesi Bassi (più 25,7 per cento) e superiore alle aree tedesche e francesi tradizionalmente più dinamiche (Düsseldorf, Alta Baviera o Loira per citarne alcune). Anche nella classifica complessiva dei 244 territori europei Nuts-2 (ovvero la categoria “nomenclatura delle unità territoriali statistiche” che comprende aree tra gli 800 mila e i tre milioni di abitanti) il Veneto guadagna dieci posizioni, in linea con la Lombardia e davanti all’Emilia-Romagna.
Sul fronte occupazionale, invece, la Regione si conferma solida: il tasso di occupazione è superiore alla media italiana ed europea, mentre la disoccupazione, ferma al 3 per cento, è tra le più basse del continente. «Il Veneto appare quindi come una Regione stabile dal punto di vista economico, con particolare dinamicità e vitalità nel settore manifatturiero – si legge nel documento – ma non mancano fattori di criticità e di rischio, peraltro comuni a molte aree italiane ed europee».
Il principale fattore di criticità riguarda la tendenza demografica: dal 2019 al 2024 la popolazione regionale è calata dello 0,7 per cento, con un marcato invecchiamento. Gli over-75 rappresentano oltre il 12 per cento della popolazione, mentre gli over-64 sono il doppio dei minori di 14 anni, portando l’indice di vecchiaia oltre il 200 per cento: «Una dinamica – riprende il documento – che avrà un peso sempre maggiore sulle performance economiche, a partire dalla disponibilità di manodopera».