Fatti
Uno strumento in più per risolvere un’emergenza – quella di chi non trova casa a Padova ad affitti sostenibili pur avendo uno stipendio regolare – che negli ultimi due anni è cresciuta molto. È quello messo a punto da Comune di Padova, Camera di commercio ed Etisos Foundation che hanno presentato, lo scorso 18 dicembre, un accordo per facilitare l’incontro tra la domanda, in crescita, di alloggi in affitto e un’offerta che tende a ridursi nella città capoluogo.
Un problema non solo padovano ma di tutte le città medie e grandi in Italia, soprattutto quelle interessate da flussi turistici importanti e sedi universitarie che attraggono studenti da fuori regione e dall’estero. Da una parte il Comune di Padova che cerca di sostenere il diritto alla casa in una città dove i pochi immobili in affitto vengono proposti a prezzi che raggiungono gli 800-900 euro al mese, cifre che diventano impossibili da sostenere dai tanti lavoratori che guadagnano tra i 1.200 e i 1.600 euro al mese. Dall’altra la Camera di commercio che registra la difficoltà di molte imprese di trovare personale con varie mansioni perché se il lavoro c’è, mancano gli alloggi per le persone che arrivano da fuori sede. Dall’incontro di queste due esigenze, e grazie alle competenze di Etisos, fondazione del Terzo settore che nasce nell’ambito della finanza etica, si è arrivati all’adesione della Camera di commercio di Padova al Patto per l’abitare, che vede, oltre al Comune, il sostegno di Fondazione Cariparo e numerose associazioni di inquilini e proprietari. Un’adesione non solo formale, visto che l’associazione camerale mette a disposizione 100 mila euro per il fondo promosso da Etisos, che non prevede contributi economici diretti agli inquilini, ma copre, per l’intera durata del contratto, fino a 18 mesi di canone in caso di morosità volontaria e involontaria. Un’importante garanzia per chi affitta e la possibilità di stipulare contratti che altrimenti rimarrebbero senza esito. L’idea di fondo è quella di vincere la paura dei proprietari di appartamenti che li lasciano sfitti per precedenti esperienze negative a causa di inquilini morosi o che hanno provocato danni.
«Da due anni a Padova stiamo portando avanti un lavoro metodico, con il coinvolgimento di tanti soggetti diversi, per rispondere al crescente bisogno di un’abitazione – premette l’assessora alle politiche abitative del Comune di Padova, Francesca Benciolini – Da ottobre è attiva l’Agenzia per la casa “Padova per abitarci” e quello che avviamo adesso, grazie alla collaborazione della Camera di commercio, è un progetto che si aggiunge a una strategia su più piani». Una strategia nuova che «favorisce la fiducia dei proprietari di immobili per far crescere il numero degli accordi tra proprietari e affittuari che vanno a buon fine».
Secondo i dati Istat, che rilevano gli alloggi disponibili nelle città, sono circa 16 mila quelli censiti come liberi a Padova. Il numero, tenendo conto che sono compresi anche gli alloggi destinati ad affitti brevi, rivolti a locazioni turistiche o a studenti, è più realisticamente vicino a quota 10 mila. Una cifra importante di abitazioni che possono rispondere alle richieste di chi cerca casa. Chiara la posizione di Antonio Santocono, presidente della Camera di commercio di Padova: «Il mondo delle imprese risente del disagio abitativo, che si aggiunge al problema dell’inverno demografico che riduce la disponibilità di addetti. Si fatica a trovare lavoratori e, quando si trovano, non ci sono case per loro. Il nostro sostegno al Patto per l’abitare è una risposta che punta a risolvere un problema del mondo dei lavoratori come è nel nostro mandato». La quota stanziata dalla Camera sarà dedicata come comparto autonomo del fondo specifico per i lavoratori segnalati dalle imprese del territorio della provincia di Padova.
Un appello ai possibili locatori (secondo la normativa nazionale, inoltre, chi affitta può avere dei vantaggi fiscali come la riduzione dell’Imu del 25 per cento e la cedolare secca) lo lancia l’assessora Francesca Benciolini, che spera anche nel sostegno del nuovo assessore regionale per politiche abitative di maggior respiro e che a metà dicembre alla Camera dei deputati di Roma ha portato le istanze degli amministratori locali, per chiedere una cornice nazionale a sostegno della tante iniziative che gli enti locali promuovono per garantire il diritto alla casa: «Oggi offriamo ai proprietari di case uno strumento di garanzia in più, perché si sentano “protetti” da questo fondo e si convincano a mettere a disposizione dell’Agenzia Padova per abitarci appartamenti oggi sfitti. Nei primi due mesi di attività l’Agenzia ha accolto già 280 domande di persone in cerca di una casa, numeri che confermano l’emergenza, e 20 domande di proprietari. Con l’inizio del mese di gennaio andiamo a sottoscrivere i primi contratti garantiti per una città che può dare fiducia».
«Noi ci rivolgiamo alla cosiddetta “fascia grigia”, quella parte della popolazione fuori da graduatorie Erp (edilizia residenziale pubblica, ndr), non seguita dai servizi sociali, che può pagare un affitto fino a certe quote – spiega Giada Storti, direttore generale di Etisos – ma che a volte non trova casa perché i locatari temono l’insolvenza. Importante è la co-progettazione che ha visto la collaborazione di soggetti diversi della comunità, l’istituzione, le banche, le associazioni di categoria, che cercano soluzioni nuove per contrastare il problema della mancanza della casa».

Alla Camera dei deputati, a metà dicembre, l’Alleanza municipalista per il diritto alla casa ha presentato le proposte per un Piano casa nazionale, chiedendo al Governo un cambio di rotta e risorse strutturali. Oltre 40 città, tra cui Padova, hanno ribadito che l’emergenza abitativa è una priorità nazionale e che serve una strategia condivisa per rafforzare l’azione dei Comuni.