Fatti
Una storia davvero millenaria. Il sindaco: «Il 6 ottobre 1025 un atto notarile cita ufficialmente per la prima volta Fiesso d’Artico. Festeggeremo questa ricorrenza coinvolgendo scuole, parrocchia e associazioni»
Fiesso d’Artico è il più piccolo Comune della Città metropolitana di Venezia e si estende nel suggestivo territorio della Riviera del Brenta. A dispetto della superficie contenuta, poco più di sei chilometri quadrati, presenta una notevole densità abitativa con quasi novemila residenti, sempre in crescita negli ultimi decenni, e la presenza di alcune famiglie immigrate ben integrate. Il paesaggio è costellato di ville venete e di percorsi naturali lungo il naviglio; l’economia è basata prevalentemente sul settore calzaturiero, sul turismo e in parte sull’agricoltura.
La comunità festeggia in questo nuovo anno una particolare ricorrenza: il Millenario. «Si riferisce alla prima citazione ufficiale del nome Fiesso d’Artico, avvenuta il 6 ottobre 1025 – racconta il sindaco, Marco Cominato, in carica dal 2021 – Nella mattina di quel giorno venne redatto un atto notarile d’acquisto tra il priore Bono del monastero benedettino di Sant’Ilario situato ai margini della laguna tra Gambarare e Malcontenta, e la contessa Edvige, vedova del conte Ingelpreto, che vendette per 1.700 libbre di denari d’argento veronesi, un territorio molto grande che comprende Fiesso (Flexio), Fossolovara, Perarolo e Peraga. Le celebrazioni del Millenario sono iniziate lo scorso settembre e dureranno per un anno intero, con iniziative che coinvolgeranno scuole, commercianti, associazioni, Terzo settore e la parrocchia».
Un’altra iniziativa peculiare di Fiesso d’Artico è l’annuale Palio del Ruzante organizzato dalla pro loco cittadina con il coinvolgimento delle comunità della Riviera del Brenta. L’evento, che si tiene alla fine del mese di settembre, rievoca in costume l’antico mestiere del tirante, colui che dalla riva, con la sola forza delle braccia, trainava le imbarcazioni che si trovavano nel fiume o in un canale. La cultura è un ambito in cui il Comune investe, proponendo per esempio iniziative nell’ambito della biblioteca che, nell’anno appena trascorso, ha registrato numeri importanti: 400 nuove iscrizioni, 9 mila presenze, 7.300 prestiti, 30 incontri tra letture, laboratori, presentazioni di libri, gruppi di lettura, testimonianze. A Fiesso è attiva anche l’università popolare ed è molto sentito il tema della violenza di genere: l’assessorato alle pari opportunità è impegnato nel promuovere percorsi educativi nelle scuole, differenziati per grado scolastico, ma uniti dal comune obiettivo di formare cittadine e cittadini consapevoli, capaci di contrastare atteggiamenti e linguaggi che alimentino la cultura della violenza e della discriminazione.
In ambito sociale e grazie a un importante investimento da parte dell’amministrazione, la comunità ha inaugurato lo scorso ottobre il nuovo Centro anziani “Tina Anselmi”, punto di riferimento per la socialità e la solidarietà locale, gestito dall’associazione Auser; il centro è aperto liberamente a tutti i cittadini, mentre necessita di iscrizione per la partecipazione a gite, laboratori o iniziative esterne. «In ambito sociale collaboriamo anche con la parrocchia, in particolare attraverso la Caritas – conclude il primo cittadino – Quando come amministrazione ci troviamo di fronte a lungaggini burocratiche, sappiamo che nella parrocchia possiamo trovare risposte più celeri. In occasione del Millenario stiamo organizzando insieme un ciclo di conferenze che si svolgeranno probabilmente in primavera nel nuovo centro parrocchiale Domus e saranno guidate da storici locali».
Il parroco: «Il gruppo di adorazione eucaristica perpetua è composto da duecento fedeli e prosegue da 23 anni. Domus è il nome del nuovo centro parrocchiale: è casa per tutti». In ginocchio, per stare in piedi
La chiesa di Fiesso d’Artico è intitolata alla Santissima Trinità e sorge lungo la Strada regionale 11 che da Padova porta fino alla provincia veneziana. Inserita nella Città metropolitana di Venezia ma collocata in Diocesi di Padova, la parrocchia fa parte della collaborazione pastorale Riviera del Brenta insieme ad altre sette comunità: Arino, Cazzago, Dolo, Mellaredo, Pianiga, Rivale e Sambruson. «Il vescovo verrà a farci visita proprio nelle prossime settimane, tra il 29 gennaio e il 15 febbraio: siamo contenti di questo arrivo, lo aspettiamo con gioia – commenta il parroco, don Massimo Donà, che dal 2014 guida la parrocchia e che è anche il presbitero coordinatore della collaborazione pastorale – La nostra è una comunità vivace e ricca di esperienze, negli ultimi decenni le presenze sono cresciute anche grazie all’arrivo in paese di nuove famiglie. Tra le varie attività che si svolgono in parrocchia, sottolineo in particolare l’esperienza del gruppo di adorazione eucaristica perpetua, che oggi vede l’adesione di duecento persone dedite alla preghiera silenziosa e che si alternano davanti al Santissimo esposto, in modo che a qualsiasi ora del giorno e della notte ci siano almeno una o due di loro in adorazione. L’eucarestia è adorata giorno e notte ormai da 23 anni. Si tratta di un’esperienza che avviò nel 2002 il precedente parroco, don Carlo Targhetta, ed è tutt’oggi un grande dono per questa comunità: crediamo fortemente che solo stando in ginocchio possiamo poi stare in piedi nella vita, nel lavoro, in ogni situazione della quotidianità». Nel territorio è presente anche casa La Madonnina, luogo di spiritualità che ospita regolarmente cicli di conferenze, esercizi spirituali, proposte formative di fede. «Un’altra particolarità che mi piace sottolineare della nostra parrocchia è rappresentata da un gruppo di persone che si dedica a promuovere la vita – prosegue il parroco Donà – Il primo lunedì di ogni mese si tiene una messa per la vita, in tutte le sue declinazioni, e per pregare per le intenzioni delle coppie che cercano un figlio; raccogliamo anche delle donazioni che, attraverso il Movimento per la vita di Mirano, vengono poi destinate alle finalità dell’organizzazione, tra cui il sostegno a madri bisognose e ai loro figli. In questa pastorale abbiamo il supporto anche di due religiose che operano in parrocchia».
La festa patronale a Fiesso d’Artico si tiene il 4 novembre di ogni anno, in occasione della ricorrenza di san Carlo Borromeo. Lo scorso novembre, dopo un iter lungo e non privo di fatiche, è stato finalmente inaugurato anche il nuovo centro parrocchiale chiamato Domus, perché pensato in prospettiva di una casa per tutti. Realizzato con il contributo della Cei, sorge accanto alla chiesa su un unico piano: al centro è presente un’ampia sala multifunzionale e attorno insistono alcune salette; restano da completare il bar e alcune parti dello spazio esterno. Proprio in questo luogo si terranno gli incontri organizzati insieme al Comune sulla storia della chiesa, dei parroci che si sono succeduti e del territorio; la chiesa di Fiesso è infatti tra le più antiche della Riviera del Brenta, il primo documento storico della sua esistenza risale al 1115; fu poi demolita verso il 1540 e ricostruita nel 1700 dopo che fu presa la decisione da parte dei parrocchiani del tempo di spostare il corso del fiume Brenta. Della vecchia parrocchiale si conservano ancora due altari: quello di San Carlo e quello della Madonna del Rosario.
Il nome deriva dal latino flexus (curvo), che si riferisce all’ansa del fiume Brenta, mentre la specifica “d’Artico” fu aggiunta nel 1867 in onore di Angelo Maria Artico, magistrato alle acque di Venezia, che ideò importanti deviazioni per proteggere il paese dalle inondazioni.