Chiesa
È il “Presepe del Giubileo” realizzato dalla parrocchia di Romano d’Ezzelino, in collaborazione con gli Amici del presepe, inaugurato nella notte di Natale e visitabile fino al 2 febbraio, festa della Candelora e patronale del paese. «Abbiamo dato vita a un presepe un po’ originale, che potesse mettere insieme il messaggio del Giubileo a quello del Natale» spiega il parroco don Federico Meneghel. L’allestimento è composto da tre scene che «si fondono insieme creando un’unica storia e dando un unico messaggio», quello della nascita di Gesù come centro verso cui tutto converge. Le scene rappresentano Betlemme, Romano d’Ezzelino e la basilica di San Pietro, «cuore del Giubileo».
Il fulcro è la Natività, verso cui «tutto sembra indicare un pellegrinaggio della storia, dei popoli e delle latitudini». Un cammino che non si ferma alla contemplazione, ma che torna alla vita quotidiana: «Un unico percorso che la storia fa andando verso Gesù e da lui ritornando alla vita di tutti i giorni, riconoscendo in essa un valore aggiunto, una luce più grande, un significato più pieno».
Di particolare impatto è il modellino della basilica di San Pietro con l’annessa piazza, realizzato con grande accuratezza. Accanto, lo spazio dedicato a Romano d’Ezzelino riproduce «la chiesa parrocchiale, il massiccio del Grappa con la strada Cadorna che sale fino alla vetta e il sacello di Valle Santa Felicita».
Un territorio riconoscibile in cui «ci sono anche gli abitanti stessi che sono ritratti in alcune sagome costruite con le foto scattate a parrocchiani». Un coinvolgimento diretto che ha contribuito al successo dell’iniziativa. «Questa iniziativa, che sembrava tanto semplice, ha però riscosso un particolare interesse» racconta il parroco, sottolineando come molte persone abbiano colto «la bellezza di sentirsi coinvolte in prima persona» e di vedere la propria storia locale messa in relazione «con l’universalità della Chiesa e dell’umanità». «È stato un modo – conclude don Federico Meneghel – per risvegliare in tutti anche una nuova coscienza di sé, della preziosità della propria storia».