Pozzonovo. Quando il soprannome conta più del nome. indagine storico-letteraria
A Pozzonovo i soprannomi diventano memoria collettiva: nel suo nuovo volume Giuliana Desirò racconta, tra storia e letteratura, un’usanza identitaria che attraversa generazioni e restituisce il volto quotidiano di una comunità.
Carissimi soprannomi! Amati e qualche volta mal sopportati, nelle comunità locali della provincia erano non solo un’usanza, probabilmente anche una necessità. Identificavano ceppi famigliari, resistendo talvolta così a lungo da fare dimenticare la loro origine, fosse essa la professione del capostipite, la provenienza, un difetto fisico e chissà cos’altro. A questa storica tradizione, ancora viva ma in via di scomparsa nel suo paese, Pozzonovo in provincia di Padova, ha dedicato la sua attenzione Giuliana Desirò, al suo secondo volume storico: ha quindi dato alle stampe Il soprannome conta più del nome, agile volume di 94 pagine (Tracciati, euro 16) con la prestigiosa prefazione dello scrittore Paolo Malaguti. Non si tratta però di una ricerca filologica, per quanto curata e frutto di analisi su fonti d’archivio e decine di “interviste”, ma quasi di un atto sentimentale verso i compaesani, presenti, passati e futuri. Il sottotitolo, “Indagine storico letteraria sui soprannomi di Pozzonovo”, è esemplificativo: l’autrice alterna il racconto della storia del paese a dei “quadri” letterari, quasi scenette teatrali, ambientati in epoche diverse e che aprono squarci sulla vita quotidiana dei tempi passati. E così, come scrive lo stesso Malaguti, il volumetto non è più solo curioso ma si fa preziosa «indagine sulla memoria di comunità». «diventa un paradigma, un prisma attraverso cui guardare la Storia. cogliendola da prospettive inedite».