Fatti
Il Mantova si conferma una “bestia nera”: esce vincitore per 2-1 e riporta la truppa di Andreoletti con i piedi per terra dopo la vittoria di domenica scorsa contro il Modena. Una partita in cui, a tratti, il Padova ha mantenuto il pallino del gioco, senza però riuscire a concretizzare fino all’81’, quando Lasagna ha trovato il gol, il terzo in maglia biancoscudata. Il Mantova, invece, si è dimostrato cinico, abile nello sfruttare gli svarioni dei padroni di casa e capace di rallentare il ritmo pur rischiando nel finale.
Il Padova scelto da Andreoletti con il consueto 3-5-2 non si discosta da quanto preannunciato alla vigilia, con l’unica variante rispetto alla formazione scesa in campo contro il Modena rappresentata da Crisetig, preferito ad Harder. Tra i pali Sorrentino; difesa a tre con Belli, Sgarbi e Perrotta; a centrocampo Ghiglione sulla fascia destra, Capelli a sinistra, Crisetig in cabina di regia con Varas e Fusi a sostegno. In attacco la coppia Gomez-Bortolussi. Il Mantova risponde con Bardi in porta; Radaelli, Cella, Castellini e Bani in difesa; Wieser, Trimboli e Paoletti a centrocampo; Marras, Mensah e Ruocco nel tridente offensivo.
Prima del calcio d’inizio, il presidente Francesco Peghin ha premiato Francesco Belli e Alessandro Julian Capelli per le loro prime 100 presenze in maglia biancoscudata, poi è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso. Si parte con il Padova in tradizionale maglia biancoscudata e il Mantova in blu, e sono proprio i padroni di casa a farsi vedere per primi: al 5’ Gomez crossa per Ghiglione, che di testa appoggia a Capelli, ma la difesa ospite respinge il tiro del numero 17. Il Mantova risponde con Marras, pericoloso al 7’ dalla distanza e al 9’ quando serve Ruocco al limite, costringendo Sorrentino alla prima vera parata. Il Padova cresce: all’11’ Gomez impegna Bardi con una conclusione deviata in angolo, e sugli sviluppi del corner nasce un batti e ribatti in area che non porta al gol; al 14’ Capelli pesca Varas, il sinistro del centrocampista viene ancora respinto dal portiere mantovano. La partita resta viva su entrambi i fronti, con Sorrentino miracoloso anche al 15’ sul tiro ravvicinato di Trimboli. Dopo una fase di manovra più ragionata degli ospiti, che al 30’ tengono il pallone senza trovare varchi, al 32’ arriva il vantaggio del Mantova: Marras allarga per Radaelli, cross preciso al centro e Mensah, puntuale, insacca da pochi metri per lo 0-1. Il Padova prova a reagire con le iniziative di Gomez, che al 43’ si accentra e calcia dal cuore dell’area trovando la risposta di Bardi, e con un tentativo dalla distanza di Varas alto di poco. Nel minuto di recupero i biancoscudati rischiano di subire anche il raddoppio, quando un errore in costruzione libera Radaelli davanti a Sorrentino, bravo a sventare il cucchiaio dell’esterno mantovano. Si va così al riposo con il Mantova avanti di un gol.
La ripresa si apre con un Padova profondamente rinnovato: Andreoletti manda in campo Villa, Lasagna e Silva al posto di Perrotta, Crisetig e Ghiglione, cercando subito maggiore spinta offensiva. I biancoscudati provano a prendere in mano l’iniziativa e al 49’ Paoletti viene ammonito per un fallo tattico su Varas. Al 52’ una punizione di Gomez trova la testa di Villa, che non riesce a prolungare verso la porta, mentre al 53’ arriva il primo episodio chiave: Lasagna batte Bardi nell’uno contro uno su lancio di Fusi, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Il Mantova risponde al 55’ con Marras, il cui destro dai 15 metri esce di poco, ma è il Padova a spingere nella fase centrale del tempo, reclamando anche un contatto in area su Capelli al 59’, sul quale Calzavara lascia correre. Al 61’ Gomez scambia con Capelli e mette un cross teso dall’interno dell’area, senza che nessun compagno riesca ad arrivare all’impatto. Seguono i cambi: al 62’ Faedo rileva Sgarbi, al 63’ nel Mantova entrano Zuccon e Buso per Marras e Ruocco. Al 66’ però gli ospiti colpiscono ancora: un errore in impostazione di Varas permette a Trimboli di innescare Mensah, che con freddezza firma la doppietta personale battendo Sorrentino per lo 0-2. Andreoletti prova a rimescolare le carte con l’ingresso di Buonaiuto per Fusi al 70’, mentre il Mantova toglie l’autore del gol inserendo Mancuso. Il Padova torna all’assalto: al 76’ Bardi vola a deviare in angolo il colpo di testa di Lasagna sul cross di Gomez, al 79’ Varas manca di centimetri l’appuntamento con il pallone su un altro traversone di Capelli. L’1-2 arriva all’81’: sugli sviluppi di un corner, Capelli inventa l’assist per Lasagna, che con un diagonale di sinistro imparabile riapre la partita. Sull’onda dell’entusiasmo i biancoscudati continuano a spingere, con Gomez che all’84’ prova la conclusione dalla distanza, alta di poco. Nel finale, tra una punizione del Mantova che spezza il ritmo e un’altra occasione per Lasagna sull’89’ su cross di Faedo, il Padova ci prova fino all’ultimo: al 96’ l’ultima chance arriva su punizione dal limite di Buonaiuto, con il colpo di testa di Villa che esce di poco, prima del triplice fischio.
Nel dopo gara di Padova-Mantova, Matteo Andreoletti ricostruisce una partita che, a suo giudizio, era iniziata con segnali incoraggianti ma si è presto complicata nella fase di costruzione. «Abbiamo approcciato anche bene, abbiamo creato i presupposti per andare in vantaggio», spiega, prima di indicare il punto di rottura: «Da dietro faticavamo a fraseggiare e il problema che ha avuto Perrotta alla schiena ci ha penalizzato, non riuscivamo ad avere la stessa qualità dietro e in alcune situazioni ci siamo un po’ disuniti». Da lì, la gara è diventata più diretta e spezzata: «Abbiamo retto poche palle, e quando perdi palla in verticale sei aperto e ti entrano direttamente». Anche il primo gol, nella sua lettura, nasce da quella dinamica: «Da una palla verticale che non siamo riusciti a reggere». La reazione passa allora dalle scelte dalla panchina: «Ho fatto i cambi per rendere la squadra più offensiva e provare a recuperare», racconta, spiegando la decisione di «mettere il doppio centravanti e alzare il Papu» per aumentare il peso specifico in avanti. Sul piano dell’atteggiamento, Andreoletti salva la risposta dei suoi: «Dal punto di vista della voglia, secondo me siamo riusciti a tornare in partita», pur riconoscendo che «il secondo gol, arrivato su un errore individuale, ci ha messo in difficoltà». L’analisi si allarga poi al confronto con l’andata e al Mantova “nuovo” dopo il cambio in panchina: «All’andata avevo sbagliato sia io nella preparazione che nell’atteggiamento», ammette, mentre questa volta «la partita è stata più equilibrata». La sconfitta diventa anche un richiamo alla realtà del percorso: «Non credo che ci debba demoralizzare, ma serve a farci fare un bel bagno d’umiltà. Siamo una neopromossa e il nostro obiettivo è la salvezza, dobbiamo pensare a quello». Sul tema delle energie, il tecnico individua il peso della vittoria precedente: «Forse con il Modena abbiamo speso così tanto, soprattutto dal punto di vista mentale, che recuperare ci è stato difficile. Non è stata la nostra partita più brillante, non per atteggiamento ma per mancanza di energie». Dal punto di vista tattico, la linea resta quella dell’equilibrio: «Il problema è pensare che, visto che qualcuno ha meno punti di noi, debba essere più scarso. Siamo neopromossi e loro si sono rinforzati: partire con tre attaccanti sarebbe stato un disastro. Se siamo dove siamo è grazie al nostro equilibrio, queste soluzioni si possono utilizzare a gara in corso». Le scelte difensive vengono spiegate così: «Il cambio di Sgarbi è stato tattico, era ammonito e pensavo che a campo aperto Villa potesse gestire meglio Mensah. Allo stesso tempo ci serviva più spinta, Faedo poteva aiutarci». E nel finale arriva l’elogio a Papu Gomez, indicato come riferimento nei momenti difficili: «Se c’è qualcosa che il Mantova non ha e noi abbiamo è Papu Gomez: è un leader. A lui possiamo aggrapparci nei momenti di difficoltà». La fotografia conclusiva è quella di un gruppo eterogeneo che deve trovare la propria forza nella combinazione di entusiasmo ed esperienza: «Ci sono tanti ragazzi alla prima esperienza e giocatori come Baselli, Papu e Ghiglione che ci danno esperienza. Serve la loro esperienza e l’entusiasmo dei nuovi per restare aggrappati a questa categoria».
Nel dopo gara di Padova-Mantova, Francesco Belli mette da parte la soddisfazione personale per le 100 presenze in maglia biancoscudata e guarda subito al risultato, che lascia amaro in bocca. «Dispiace per il risultato, oggi era una partita importante dove il risultato non ci ha premiato», esordisce il difensore, richiamando la squadra a un esame di realtà: «Dobbiamo resettare: non eravamo fenomeni prima e non siamo scarsi adesso. Conosciamo l’obiettivo e dobbiamo raggiungerlo con le unghie e con i denti». L’analisi tecnica parte dalla gestione del possesso: «Siamo stati poco lucidi, abbiamo sbagliato delle letture che hanno permesso loro di creare occasioni. Nel secondo tempo siamo cresciuti, ma il secondo gol ci ha penalizzato: essere sotto di due reti ti complica la vita».
Resta, però, la reazione: «L’atteggiamento e la voglia di recuperare ci sono stati, ora dobbiamo analizzare e ripartire». Belli non cerca alibi nella fatica accumulata contro il Modena: «Quella partita è stata dispendiosa, ma non deve essere una scusante. Fare risultato oggi ci avrebbe permesso di affrontare le prossime partite in modo diverso». E respinge l’idea di un eccesso di entusiasmo dopo l’ultima vittoria: «Non dobbiamo ascoltare le voci da fuori. Il nostro obiettivo è uno e non abbiamo ancora fatto niente. L’atteggiamento è la nostra arma fondamentale: possiamo sbagliare tecnicamente, ma le voci non devono toccarci». Sul primo gol subito, chiarisce la scelta difensiva: «Il nostro modo di difendere non è andare sull’uomo, ma difendere la zona. Sicuramente potevamo marcare meglio in area ed evitare un gol che ha indirizzato la partita». Infine, tra futuro e orgoglio personale, Belli ribadisce il legame con il club: «Sono contento di essere qua, sono a disposizione del Mister e della società». E sulle 100 presenze conclude: «È un traguardo che mi riempie di orgoglio. In questi quattro anni abbiamo fatto un percorso importante, ora affrontiamo un campionato difficile e spero di aumentare il mio bottino e raggiungere l’obiettivo che tutti noi sappiamo».
Ora il Padova tornerà in campo domenica 25 gennaio alle ore 15 allo Stadio “Druso” di Bolzano contro il Südtirol, per un altro scontro diretto in chiave salvezza, in cui sarà vietato fallire. Nel frattempo i tifosi attendono la “fumata bianca” sul fronte societario: più voci lasciano presagire che in settimana potrebbe arrivare l’ufficialità della cessione delle quote di maggioranza del Padova da parte di Joseph Oughurlian a una cordata di imprenditori padovani, con in prima linea Alessandro Banzato, presidente di Acciaierie Venete e figura di riferimento anche nello sport con il Petrarca Rugby. Sarebbe il ritorno del Padova “in mani padovane” dopo l’era di Roberto Bonetto. I tifosi attendono, simbolicamente, con lo sguardo rivolto al “comignolo” di viale Nereo Rocco.