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Habemus Patronum! Il comignolo di viale Nereo Rocco ha dato la fumata bianca: nella mattinata di lunedì 19 gennaio è arrivata la firma che ha sancito il cambio di proprietà del Calcio Padova, da Joseph Oughurlian ad Alessandro Banzato, proprietario di Acciaierie Venete.
Si chiude così l’era del finanziere franco-armeno, entrato inizialmente con il 20% delle quote nel dicembre del 2017, per poi completare la scalata e acquisire la maggioranza della società nel 2019.
All’inizio l’obiettivo dichiarato era centrare la Serie B nei primi tre anni, ma il traguardo ha richiesto più tempo. Nel 2023, con l’ingresso di Francesco Peghin con il 25% delle quote, il peso economico per Oughurlian si è alleggerito, fino a quando la promozione in Serie B della scorsa stagione ha reso concreta la decisione di passare la mano.
Alla porta del finanziere si sono affacciati prima il fondo Primera Capital e poi l’imprenditore-manager argentino Marcelo Figoli, senza però arrivare a un seguito concreto, pur sfiorando in entrambi i casi la chiusura dell’operazione. Nel frattempo Peghin ha lavorato sotto traccia a una pista che, alla fine, si è rivelata decisiva: il ritorno del Padova in mani padovane.
Nel pomeriggio, nella conferenza stampa di presentazione, i protagonisti del passaggio di consegne hanno messo parole e prospettive su quello che, per la società biancoscudata, viene letto come un vero cambio di ciclo. A sottolineare il valore cittadino dell’operazione è stato il presidente Francesco Peghin: «Oggi è una giornata speciale per il Calcio Padova e per la nostra città e provincia. Credo che tutta la comunità padovana debba ringraziare Joseph Oughourlian per ciò che ha fatto in questi sei anni: è arrivato con la squadra in un momento complicatissimo e ora la lascia in salute, in Serie B».

Peghin ha rivendicato anche il lavoro “dietro le quinte” che ha portato alla soluzione padovana: «Il Calcio Padova non è solo un’azienda, è un patrimonio sportivo, culturale ed emozionale di un’intera comunità», ringraziando in particolare Alessandra Bianchi e Massimiliano Mirabelli «senza i quali non saremmo qui». Parole di commiato, ma anche di bilancio, da parte di Joseph Oughourlian, che ha spiegato le ragioni della scelta: «Da oggi il club avrà un azionista forte, un imprenditore locale con una visione imprenditoriale importante. Fare questo passaggio ad Alessandro per me è un modo fantastico di chiudere il ciclo». Il finanziere franco-armeno ha ricordato il percorso iniziato «quasi per caso» sei anni fa e ha rivendicato il lavoro fatto: «Abbiamo riportato il club in Serie B e lasciamo un team di gestione molto forte. Oggi avete l’azionista giusto per il Padova». Il nuovo proprietario di maggioranza, Alessandro Banzato, ha messo l’accento sul metodo e sulla continuità societaria: «Il Presidente resterà Peghin, in consiglio entra mio figlio Giovanni. Il nostro obiettivo è costruire una società ambiziosa, ma l’ambizione deve poggiarsi su basi solide». Sulla trattativa, Banzato ha chiarito i tempi: «Direi nella prima metà di dicembre, siamo andati dritti al punto», e ha confermato i termini economici: «Due milioni e mezzo di euro per il passaggio delle quote». è mancato un riferimento al suo legame personale con i colori biancoscudati: «Mio padre mi ha portato allo stadio a nove anni. Lo spareggio con il Trento in C2 è un ricordo limpido, così come le trasferte in motorino. Le mie radici di tifoso sono profonde». E, in chiusura, l’appello alla piazza: «Ho visto che si è creato un bel clima intorno alla squadra. La società è della città e dei tifosi: chiedo solo di starci vicino». Con la firma di lunedì mattina e la presentazione ufficiale del pomeriggio, per il Padova si apre così una nuova fase, segnata dal ritorno della proprietà in mani locali e da una governance che punta sulla continuità dirigenziale e su un progetto dichiaratamente «ambizioso», ma ancorato – nelle parole del nuovo azionista – a «basi solide».