Chiesa
Le domande che papa Leone XIV ha di recente posto ai cardinali durante il Concistoro – «C’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?» – sono riecheggiate più volte nei lavori della “due-giorni” di aggiornamento che ha impegnato una sessantina di persone delle Diocesi del Triveneto – vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi, laici – presso la Domus Ciliota a Venezia, in dialogo sul tema “Comunità cristiane generative: inquietudini e speranze”. Dal confronto – provocato da interventi di Paola Bignardi (pedagogista), Sabino Chialà (teologo e biblista) e don Stefano Didonè (teologo) sono emersi questi elementi:
Dal vescovo di Vittorio Veneto, mons. Riccardo Battocchio – che ha collegato il Cammino sinodale della Chiesa universale e delle Chiese in Italia al tema della costruzione di “comunità generative” – è giunto un incoraggiamento ad attivare maggiormente uno scambio di doni tra Chiese del Nordest e una condivisione delle attività pastorali in più ambiti.
Il vescovo di Chioggia, mons. Giampaolo Dianin, ha evidenziato alcune specifiche esigenze: uno sguardo umile e sapienziale sulla realtà, il costruire e coltivare comunità cristiane e relazioni autenticamente evangeliche, l’insistenza sulla ricerca dell’essenziale (anche con scelte coraggiose), l’attenzione ai giovani, alle famiglie e al ministero ordinato per continuare a generare quella pluriformità di vocazioni che caratterizza la comunità cristiana.
«Ci deve interessare – ha concluso il vescovo Dianin – l’incontro appassionato con Gesù di ciascuno di noi e di chi opera nelle nostre comunità, mettere al centro la vita delle persone ed evitare l’autoreferenzialità. È importante non avere paura delle soglie e dei cammini di ciascuno, avere la pazienza dei frutti, senza chiusure e timori».