Fatti
Due, i tempi principali posti sul tavolo, ma chissà se informalmente o formalmente non sia “scappato” anche un terzo, annoso quanto delicato: il progetto della Valdastico nord. Ufficialmente, nel vertice di mercoledì 14 gennaio tra il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e il vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini (al quale hanno partecipato anche il coordinatore della Struttura tecnica di missione del Mit, Elisabetta Pellegrini, e la presidente della seconda Commissione consiliare regionale, Elisa De Berti) si è parlato del progetto della holding autostradale del Nordest e la Statale Romea, ma la chiacchierata può essersi spostata pure sul prolungamento dell’A31, l’autostrada che oggi da Rovigo arriva a Piovene Rocchette e che sarebbe dovuta arrivare a Trento, forti anche della sintonia rinnovata post-elezione tra Stefani e Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento: «È stato un colloquio positivo e proficuo – ha dichiarato Alberto Stefani – L’attività di monitoraggio sull’avanzamento dei nostri dossier ha fornito risultati pienamente soddisfacenti, confermando la validità del progetto relativo alla holding autostradale. Entriamo in una fase operativa cruciale: il procedimento è stato avviato e si sta procedendo speditamente con la valutazione degli investimenti».
Per quanto riguarda Strada Romea, l’intento è andare “avanti tutta” con la variante di Chioggia: «Si tratta di un’opera che riveste un’importanza strategica e un carattere di urgenza per il nostro territorio e sulla quale non intendiamo arretrare di un millimetro. Il ministro ha condiviso con me la necessità di non perdere nemmeno un giorno, confermando l’importanza di procedere spediti con la progettazione della variante, per la quale i tavoli con i Comuni sono entrati già nel vivo. Stiamo ultimando la progettazione per il raddoppio del rettilineo: vogliamo dare risposte concrete a chi percorre quella strada ogni giorno».
Con l’ok di Salvini, la Regione Veneto punta all’affidamento in house della Brescia-Padova alla holding pubblica Cav. L’operazione garantirebbe circa 80 milioni l’anno dai pedaggi e permetterebbe di riequilibrare tariffe e investimenti sulle arterie regionali.