Fatti
La prima partita dell’era Banzato da azionista di maggioranza coincide con una sconfitta che preoccupa per come è maturata: a Bolzano il Padova si mostra fin dall’avvio in difficoltà, in balia di un avversario apparso più tonico e determinato a prendersi la posta piena, riuscendoci già nel primo tempo concretizzando le occasioni create. Meglio la ripresa dal punto di vista del gioco, ma troppo poco per uno scontro che alla vigilia era stato definito diretto in chiave salvezza. Un 3-0 che non lascia spazio a interpretazioni e che, dopo il ko con il Mantova, seconda sconfitta consecutiva, porta a otto il bilancio delle sconfitte stagionali.
Con un’ora e mezza di ritardo causa neve, (l’inizio era previsto alle ore 15, il fischio d’inizio è arrivato alle 16:30) il Padova si schiera con il consueto 3-5-2, con Sorrentino in porta, Villa, Sgarbi e Perrotta in difesa, Barreca che torna titolare sulla fascia sinistra, Capelli sulla fascia destra, Harder in cabina di regia (vincendo il ballottaggio con Crisetig), Fusi e Varas a completare la linea del centrocampo. In attacco spazio al duo Lasagna e Bortolussi, con Papu Gomez nemmeno in lista e lasciato così a riposo. Il Sud Tirol risponde con Adamonis, Zedadka, Pecorino, Casiraghi, Tronchin, Tait, Kofler, Merkaj, Vaseli, Molina e El Kaouakibi.
Il primo tempo si apre con il Südtirol a muovere il pallone e a prendere subito in mano il ritmo della gara. I padroni di casa conquistano il primo corner e, poco dopo, impegnano Sorrentino con il primo tiro nello specchio firmato da Casiraghi, bloccato in sicurezza. All’8’ il portiere biancoscudato è decisivo anche su Merkaj, lasciato solo in area e fermato con una parata che tiene il Padova in partita. La pressione altoatesina resta costante: Casiraghi sfiora il vantaggio con una conclusione dal limite che lambisce il palo, mentre il Padova prova a farsi vedere con qualche lancio e una rimessa offensiva generata dal pressing di Lasagna. Al 26’ Villa viene ammonito e, due minuti più tardi, il Südtirol trova il meritato vantaggio: Molina pennella dalla sinistra e Merkaj incorna in rete per l’1-0. Il Padova fatica a reagire e al 32’ deve ancora affidarsi a Sorrentino, autore di un grande intervento sulla girata al volo di Pecorino. Dopo una breve interruzione per una botta alla testa rimediata da Perrotta, i biancorossi colpiscono di nuovo al 38’: El Kaouakibi crossa dalla destra e Pecorino, lasciato colpevolmente solo, di testa, firma il 2-0. Nel finale il Südtirol continua a spingere, guadagna una punizione dalla destra e, dopo un minuto di recupero, le squadre rientrano negli spogliatoi con il Padova sotto di due reti.
Il Padova riparte con Silva al posto di Villa e prova subito a riaprire la partita. Al 48’ l’azione manovrata libera Bortolussi alla conclusione, ma Adamonis si oppone deviando in angolo, e un minuto più tardi Capelli fa tremare la traversa con una poderosa botta dal limite. I biancoscudati alzano il ritmo e cercano di schiacciare il Südtirol, che invece sceglie di attendere e colpire in ripartenza. Dopo il sinistro alto di Lasagna e il giallo a Kofler per una vistosa trattenuta su Bortolussi, Andreoletti cambia volto all’attacco inserendo Seghetti e Buonaiuto. Capelli ci riprova ancora dal limite senza trovare lo specchio, mentre al 68’ è Varas a inventare per Buonaiuto, che mette un cross teso in mezzo senza trovare la deviazione vincente. I padroni di casa rispondono con Merkaj, murato in extremis da Capelli. Nel finale il Padova continua a spingere: Varas impegna Adamonis con un destro dal limite, Fusi si immola in scivolata su Odogwu lanciato a rete e Bortolussi sfiora il palo con una conclusione da fuori. All’89’ arriva l’occasione più clamorosa, con Silva che di testa trova il salvataggio sulla linea di Kofler e, poco dopo, manca il bersaglio con un sinistro di poco a lato. Nei quattro minuti di recupero, però, l’episodio che chiude i conti: fallo di mano di Baselli e calcio di rigore per il Südtirol, trasformato da Casiraghi che spiazza Sorrentino per il 3-0. C’è ancora tempo per l’ultimo tentativo di Silva per il gol della bandiera, che calcia centrale da dentro l’area trovando la risposta di Adamonis.
Nel post partita Matteo Andreoletti affida soprattutto alle sue parole la fotografia di una serata difficile, parlando senza filtri di un Padova «a due facce» e indicando nel primo tempo il punto più basso della sua gestione. «Penso il più brutto Padova da quando sono qui, bisogna essere onesti», esordisce il tecnico, spiegando come la squadra non sia riuscita «a portare la partita fuori dai binari del Südtirol», finendo per essere «seconda in tutto, dal punto di vista fisico, tecnico, tattico, nell’atteggiamento». Una lettura netta, che non cerca giustificazioni: «Quel primo tempo non permette alibi, non ci appartiene e non ci deve rappresentare mai». Andreoletti riconosce i meriti degli avversari, sottolineando come il Südtirol abbia «meritatamente» trovato il vantaggio perché «ci ha messo in grandissima difficoltà», e torna più volte sull’idea di una prestazione che non rispecchia l’identità della sua squadra: «Mi dispiace perché la mia squadra non si è mai espressa in questo modo da quando sono qui, da un anno e mezzo». Di segno opposto, invece, il giudizio sulla ripresa, che per il tecnico deve diventare il punto di ripartenza: «Un secondo tempo sinceramente diverso, in cui abbiamo provato, creato i presupposti per riaprire la partita e avuto parecchie occasioni». Anche il 3-0 finale viene letto come un campanello d’allarme utile: «Forse ti aiuta a prendere una bella legnata dietro al collo per ripartire. Se avessimo perso 2-1 avremmo mascherato qualcosa, invece questo risultato ci deve far fare un esame di coscienza».
Alla domanda su un possibile calo fisico, Andreoletti respinge l’ipotesi e sposta il discorso su altri piani: «Se fosse una questione fisica non avremmo fatto un secondo tempo come quello che abbiamo fatto. Ho visto una squadra in crescendo». E sugli alibi, legati anche all’attesa e al contesto, è altrettanto chiaro: «Non voglio trovarli, perché quel primo tempo che abbiamo fatto non permette alibi». Spazio poi all’assenza di Papu Gómez, rimasto fuori per la caviglia ancora «molto gonfia e dolorante», ma senza trasformarla in una spiegazione della sconfitta: «È un giocatore importante, ma oggi il collettivo, a partire dal sottoscritto, nel primo tempo non si è espresso per quello che sappiamo fare». Il tecnico guarda anche al mercato, ma senza aspettarsi soluzioni miracolose: «Non credo che partite come oggi le cambi con un giocatore o con due giocatori. Le cambi non scendendo più in campo come abbiamo fatto il primo tempo». E chiude con un pensiero per il pubblico, quasi mille tifosi arrivati a Bolzano: «Mi dispiace per loro, perché non se lo meritano di vedere un Padova come quello del primo tempo. Dobbiamo ripartire con lo spirito giusto, a testa bassa, con grande umiltà». Infine, sulla scelta di Villa in difesa e sulla sostituzione all’intervallo, Andreoletti difende il singolo e si prende la responsabilità collettiva: «Avrei cambiato 11 giocatori se avessi potuto. La sua sostituzione non ha nulla a che vedere con la sua prestazione: è stata non positiva come quella di tutti gli altri». Parole che restituiscono il peso di una sconfitta netta, ma anche la volontà di trasformarla in un punto di svolta.
Nel post partita Alessandro Sorrentino offre una lettura lucida e senza alibi della sconfitta, respingendo subito l’idea che il rinvio per la neve abbia inciso sull’approccio: «Secondo me il rinvio, a causa del meteo, non ci ha condizionato». Il portiere biancoscudato individua piuttosto la chiave in un atteggiamento diverso tra le due frazioni: «Il primo tempo è stato affrontato con una mentalità diversa rispetto al secondo. Ci siamo fatti sorprendere un pochino dalla loro aggressività e dalla loro fisicità. Sono stati due tempi molto diversi: nel secondo abbiamo lottato di più, avevamo un altro tipo di fame. Secondo me bisogna ripartire dal secondo tempo di oggi».
Sorrentino riconosce che l’impatto del Südtirol nei duelli e sulle seconde palle ha fatto la differenza: «Sapevamo che squadra era, molto fisica, fatta di duelli. Ci siamo fatti sorprendere in quello, hanno avuto più fame di noi». Sui due gol subiti di testa, pur ammettendo la differenza fisica, difende il lavoro del reparto: «Le cose sono state fatte bene, magari una marcatura fatta meglio, stare un pochino più attaccati all’uomo, però loro hanno questa forza che li porta a fare questo tipo di giocate. Secondo me il reparto difensivo ha lavorato bene oggi».
Alla domanda sul momento mentale dopo le due sconfitte consecutive, il numero uno invita a non perdere compattezza: «Un pochino di calo mentale durante l’anno ci sta. Bisogna essere uniti, non disunirsi. Queste due sconfitte fanno male, abbiamo perso punti, ma l’importante è ripartire dalla mentalità e dall’atteggiamento del secondo tempo».
C’è spazio anche per una riflessione personale, dopo una stagione che lo ha visto guadagnarsi il posto da titolare: «Dopo due anni difficili fa piacere tornare a giocare. Devo ringraziare il mister per la fiducia. Questa annata a Padova la prendo come una rivincita personale». E sul futuro non nasconde il legame con l’ambiente: «Qui sto benissimo, mi auguro che questa avventura a Padova possa durare tanto». Una chiusura che, tra autocritica e fiducia, restituisce il clima di responsabilità e di voglia di ripartenza nello spogliatoio biancoscudato.
Nel prossimo turno il Padova ospiterà il Monza domenica 1° febbraio alle 17.15, squadra costruita per la Serie A. Quella che si apre sarà inoltre l’ultima settimana di mercato, che si concluderà il 2 febbraio. In settimana, più precisamente giovedì 29, cade anche il compleanno del Calcio Padova: alle 18.15, in via del Santo 65, al negozio Secondhand Padova – Vintage & Football Selection, verrà inaugurata un’esposizione di maglie storiche. Alle 19, in Piazza della Garzeria, luogo simbolico della fondazione del club, sarà invece mostrata la maglia celebrativa che verrà indossata domenica. La serata si concluderà in Piazza Cavour, alla presenza della società e della squadra. Un appuntamento che arriva in un momento delicato e che può diventare l’occasione per fare quadrato tra squadra, società e tifosi.