Idee
20 gennaio 2021, l’insediamento. Gli Stati Uniti dopo un anno di Joe Biden con il fantasma di Trump
Un bilancio tra alti e bassi e i dubbi in vista delle elezioni di metà mandato
IdeeUn bilancio tra alti e bassi e i dubbi in vista delle elezioni di metà mandato
Il 20 gennaio il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha celebrato il primo anniversario dal suo insediamento alla Casa Bianca. Dopo aver sconfitto nel novembre 2020 il suo predecessore Donald Trump, il senatore democratico ha dovuto affrontare in questi primi dodici mesi diverse emergenze, a cominciare dalla pandemia da Covid-19, che ha colpito duramente gli States così come molte altre parti del mondo. Ma lui e il suo staff hanno avuto costantemente in agenda i rapporti con gli alleati, la competizione globale a livello tecnologico-economico con la Cina, la presenza militare nei punti più caldi del mondo e poi ancora le disuguaglianze sociali, le tensioni razziali e la grande frammentazione e polarizzazione politica al proprio interno. Com’è andata?
«Nel primo anno di presidenza Biden ha tentato per certi versi la stessa operazione che fece Obama, di cui Biden fu vice – spiega l’avvocato e americanista Alessandro Tapparini – e cioè quella di porsi come presidente pacificatore, che riunifica una cittadinanza divisa. Ma proprio come accadde a Obama, anche Biden ha fallito in questo intento, nonostante abbia sempre usato toni antitetici a quelli di Trump, che al contrario è stato costantemente e volutamente divisivo. Se ne prende atto in particolare in occasione dell’anniversario dell’assalto al Congresso, il 6 gennaio, quando ha tenuto un discorso che ha lasciato abbastanza sgomenti. Biden si propone come la persona da votare se non si vuole tornare indietro, il che rischia onestamente di apparire una motivazione debole, fondata su un fallimento. Come se l’America fosse rimasta intrappolata nell’autunno del 2020. Non era mai accaduto prima nella storia che un presidente si dovesse confrontare con un antagonista già sconfitto nelle urne. Normalmente quando si perde, negli Usa, si sparisce, almeno per qualche anno. E invece…».
Paradossalmente Trump ha cominciato a riguadagnare consensi su Biden proprio da quando è stato cancellato dai social, sua principale arma di comunicazione. Come se il suo silenzio lo avesse aiutato a scalare nuovamente consensi e rappresentare ancora una minaccia, sia all’interno del Partito repubblicano (che non gli ha ancora trovato una valida alternativa) sia nei confronti degli avversari Democratici, che si ricompattano quando devono affrontarne lo spauracchio, ma che poi rimangono molto divisi al loro interno, come da tradizione.
Ma quali sono stati per Joe Biden i principali intoppi nel corso del suo primo anno di presidenza?«Voleva vaccinare tutti gli americani entro lo scorso luglio e a oggi il 30 per cento non lo è ancora – commenta Lelio Crivellaro, ex diplomatico del ministero degli Affari esteri, dove in passato si è occupato anche di Africa sub-sahariana e Stati Uniti – Voleva rilanciare l’economia, ma l’inflazione è quasi al 7 per cento; aveva messo nel suo programma la volontà di ridurre le differenze sociali, ma oggi l’1 per cento (quindi circa 3 milioni di abitanti ndr) detiene il 30 per cento della ricchezza complessiva. Se vogliamo, invece, sottolineare quanto ha fatto di positivo, si possono elencare, fra le altre cose, l’accerchiamento della Cina nel Sudest asiatico e i colloqui con l’Iran sul nucleare, che proseguono e potrebbero forse portare a un nuovo accordo. Nei confronti dell’Europa segnaliamo l’eliminazione dei dazi su acciaio e alluminio e la sospensione provvisoria delle reciproche ritorsioni circa gli aiuti di stato ad Airbus e Boeing. Non basta, però, per cambiare il giudizio fin qui maturato».
Biden, però, per la prima volta nella storia americana ha ottenuto l’approvazione di un gabinetto composto per metà da donne e con solo una minoranza di bianchi. Più di sei milioni di persone sono tornate al lavoro e sono stati messi a disposizione della popolazione mezzo miliardo di vaccini contro il Covid-19: «L’economia vola, la borsa pure, il salario minimo è aumentato – spiega Anna Horstert, filosofa e collaboratrice del Centro studi americani – La disoccupazione è scesa, il maxi-piano di aiuti e sostegni all’economia da 1.900 miliardi di dollari ha costituito un valido sostegno, durante la pandemia, alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, permettendo la riapertura delle scuole e l’espansione della campagna vaccinale. Il piano per le infrastrutture di 1,2 trilioni di dollari è passato con un voto bipartisan, rara avis di questi tempi. Inoltre Biden ha difeso e sta difendendo il diritto di voto per le minoranze etniche. Ma la comunicazione dei risultati ottenuti non arriva ai cittadini e questo problema andrà risolto presto. Inoltre ci sono stati alcuni fatti che hanno determinato l’abbassamento del gradimento del presidente, come il caotico ritiro dall’Afghanistan e le complicazioni della variante omicron».
«Gli analisti ormai parlano esplicitamente della possibilità che il Senato, alle elezioni di medio termine di novembre, passi in mano repubblicana – sottolinea Mattia Magrassi, avvocato, presidente di Limes club Verona e collaboratore di Atlantico Quotidiano – Ciò avrebbe conseguenze catastrofiche per il presidente. Già ora ipotizzare nel 2024 un secondo mandato Biden pare impossibile. La sua vice Kamala Harris è, forse, ancora più impopolare e circola come candidata presidente, il nome di Michelle Obama, o addirittura riemerge quello di Hillary Clinton: questo lascia presumere che la successione, nel campo democratico, sarà disordinata e conflittuale».
Ernesto Kieffer