Quaresima 2022: il deserto della nostra ferialità

La Quaresima noi Cristiani ce la siamo inventata quando ci siamo impigriti, pensando di poter fare penitenza quaranta giorni all’anno per poterla non fare gli altri trecentoventicinque: nei primi secoli della Chiesa non esisteva (c’era solo il digiuno da giovedì a sabato sera della Settimana Santa), perché i fedeli erano costantemente consapevoli della dimensione quaresimale di ogni giornata, cioè dell’importanza spirituale di confrontarsi ogni giorno con le incertezze della nostra carne e la risposta autentica dello Spirito. Forse il proposito migliore quest’anno sarebbe quello di non fare propositi, se non quello di abitare seriamente la propria ferialità, i propri doveri, il proprio lavoro e le proprie relazioni, e provare a vedere che succede se per un po’ proviamo a farci carico della concretezza delle nostre giornate senza cercare le solite fughe, le compensazioni, le lamentele, i sogni a occhi aperti…