Mosaico
Risale al 1604 ed è padovana la produzione meccanica dei bigoli e di altri formati di pasta. Lo dice un antico manoscritto e un brevetto (privilegio) protoindustriale conservato all’Archivio di Stato di Padova, riscoperto quasi per caso nel corso di una ricerca storica e presentato il 26 gennaio scorso. «Mai mi sarei aspettato – racconta Paolo Carotissidis, presidente dell’associazione Cultura&Cucina – di trovare un documento così prezioso e ricco. Stavo facendo una ricerca sull’origine dei bigoli e mi sono imbattuto in questo manoscritto originale datato 26 gennaio 1604, che documenta la concessione di un privilegio pubblico a favore di Bartolomio Veronese detto Abbondanza per la produzione di pasta mediante una sua invenzione meccanica rivoluzionaria. Si tratta di una fonte primaria di eccezionale valore storico, culturale e scientifico, che consente di collocare la produzione dei bigoli e altri tre formati di pasta all’interno di un quadro istituzionale, tecnologico ed economico strutturato, già agli albori del Seicento».
Il manoscritto è un atto pubblico ufficiale, redatto dalla cancelleria cittadina, che registra una supplica presentata da tale Bartolomio Veronese il quale chiede la concessione di un privilegio per l’uso esclusivo di un’invenzione da lui ideata. Il Consiglio cittadino, valutata l’utilità dell’invenzione, concede un privilegio della durata di cinque anni, riconoscendo ufficialmente il valore tecnico ed economico dell’innovazione. Nel testo sono esplicitamente citati i bigoli, i menudelli, le lasagne e i macaroni. Il documento non si limita a descrivere un’attività artigianale, ma riconosce formalmente un’innovazione tecnica, concedendo un privilegio quinquennale che tutela l’invenzione e ne consente lo sviluppo. Questo segna quindi un passaggio cruciale nella storia della produzione alimentare: si passa infatti da quella manuale a quella meccanica e introduce anche il concetto di tutela pubblica dell’innovazione tecnica.
«è un documento – continua Carotissidis – che testimonia una ricchezza tutta padovana che coniuga cibo, scienza, cultura, tecnologia. Padova città dell’ingegno e dell’innovazione, in un anno, il 1604 in cui Galileo Galilei teneva le sue lezioni all’Università, Il 1604 è anche l’anno in cui nei cieli passa la famosa “nova”». Nel foglio perfettamente conservato c’è uno spaccato autentico di vita economico-politico-commerciale del Seicento italiano (con nomi e cognomi, pratiche di voto e condizioni storiche del contesto territoriale). Non si tratta di una concessione formale, ma del riconoscimento di un’invenzione ritenuta utile alla città. Bartolomio Abbondanza inoltre non agisce per conto di una corporazione, non chiede una licenza commerciale, ma presenta un’innovazione tecnica di propria ideazione. «Possiamo dire che Bartolomio è un rappresentante iconico della borghesia produttiva – aggiunge il presidente di Cultura&Cucina – inoltre non si parla solo di bigoli, ma anche di altri formati di pasta, quasi una sorta di proto-distretto industriale di questo prodotto. Una start-up del ‘600!».
Un documento – redatto su registro cartaceo di grande formato, in latino amministrativo con inserti volgari, tipico della prassi veneziana e padovana dell’epoca, in particolare per i termini tecnici e produttivi – che descrive in maniera particolare uno spaccato della vita economica, politica, amministrativa della città di Padova e del Veneto. «Ora si aprono diverse strade – conclude Paolo Carotissidis – che rientrano nella missione di promuovere l’identità e la cultura del nostro territorio e che faranno parte di un progetto unitario che vorremmo presentare ufficialmente in settembre nel quale rientrano un libro e un docufilm. Ma questa scoperta si presta bene anche per una rievocazione storica».