Idee
Tutela dei minori e dei fragili. L’impegno della Chiesa
Giornata nazionale di preghiera per le vittime e prevenzione degli abusi. La Cei pubblica un report sull’attività svolta e sui casi segnalati alle diocesi
IdeeGiornata nazionale di preghiera per le vittime e prevenzione degli abusi. La Cei pubblica un report sull’attività svolta e sui casi segnalati alle diocesi
Il 18 novembre si celebra la seconda Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, istituita dal consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana lo scorso anno, in corrispondenza della Giornata europea per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. Il tema che accompagna questo secondo appuntamento di consapevolezza e comunione è tratto dal Salmo 147: “Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite”. Dal dolore alla consolazione. Papa Francesco, nella Lettera al Popolo di Dio, ci ricorda che attraverso la preghiera possiamo apprendere il doveroso comportamento «di fronte alla sofferenza dell’innocente, senza evasioni e pusillanimità». Il sostegno orante delle Chiese che sono in Italia è rivolto quindi innanzitutto ai cammini di recupero umano e spirituale delle vittime degli abusi, che non riguardano solo l’ambito ecclesiale, ma le diverse realtà sociali (famiglia, scuola, mondo dello sport…); la preghiera intende sostenere anche tutti coloro che hanno qualche responsabilità educativa in famiglia, in parrocchia, nei contesti civili, e non può andare disgiunta dal serio impegno delle comunità cristiane all’accompagnamento, alla custodia e alla cura dei minori e delle persone più fragili, garantendo contesti di vita sereni e sicuri. Come infatti si esprimono le Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Cei del 2019, «tutta la comunità è coinvolta nel rispondere alla piaga degli abusi non perché tutta la comunità sia colpevole, ma perché di tutta la comunità è il prendersi cura dei più deboli».
In questa prospettiva si colloca anche il primo report nazionale disposto dai vescovi italiani sull’attività di prevenzione e formazione e sui casi segnalati o denunciati ai Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni (2020-2021), che viene pubblicato in occasione di questa seconda Giornata di preghiera; grazie alla collaborazione con il Dicastero per la Dottrina della Fede sarà in seguito possibile conoscere e analizzare i dati relativi a presunti o accertati abusi perpetrati da chierici in Italia nel periodo 2000-2021. La limitazione della ricerca agli ultimi venti anni non intende certo “insabbiare” quanto possa essere accaduto in precedenza, ma piuttosto evitare il rischio di presentare come dati reali quelle che sono solo proiezioni statistiche (come è invece avvenuto nell’indagine disposta dai vescovi francesi, riferita agli ultimi 70 anni); si deve inoltre prendere atto con realismo dell’incongruità che si avrebbe nel valutare in base alla sensibilità e alle norme oggi vigenti fenomeni accaduti quando non solo la disciplina canonica ma anche quella statuale erano notevolmente diverse. Indubbiamente il diritto canonico, grazie anche alle riforme di questi ultimi anni (da ultimo il nuovo Libro VI del Codice di diritto canonico, entrato in vigore l’8 dicembre dello scorso anno, che ridisegna il diritto penale della Chiesa) offre validi strumenti per trovare – come indica papa Francesco – un «giusto equilibrio di tutti i valori in gioco», al fine di evitare «i due estremi di un giustizialismo, provocato dal senso di colpa per gli errori passati e dalla pressione del mondo mediatico, e di una autodifesa che non affronta le cause e le conseguenze di questi gravi delitti». Dal 2019, in conformità a quanto disposto da papa Francesco con il motu proprio Vos estis lux mundi, è attiva nelle Diocesi italiane una rete di referenti diocesani con i relativi Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, oltre che centri di ascolto per accogliere e ascoltare quanti vogliono segnalare abusi recenti o passati, e indirizzare a chi di competenza secondo l’esigenza espressa dalle persone coinvolte. Nella Chiesa di Padova, questo servizio è stato istituto ancor prima, nel 2017, per volontà del vescovo Claudio: si tratta del S.in.ai (Servizio di Informazione e Aiuto), che oltre alla ricezione di segnalazioni, si occupa di percorsi formativi rivolti agli operatori pastorali, in collaborazione con l’Ufficio della Pastorale dei giovani: la formazione è, infatti, la migliore forma di prevenzione, promuovendo e sorreggendo una rinnovata cultura del rispetto dei minori e delle persone vulnerabili, nonché stimolando la cura responsabile delle relazioni che si intessono nei diversi ambiti ecclesiali.
Giuseppe ComottiDocente di Diritto Canonico e Diritto Ecclesiastico all’Università di Verona e membro del Sinai, il servizio di tutela dei minori e delle persone fragili della Chiesa di Padova