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La lettera. Inquinamento delle armi: tutti zitti
Da un report presentato alla Cop27 emerge il collegamento fra armi e gas serra
IdeeDa un report presentato alla Cop27 emerge il collegamento fra armi e gas serra
Ho una difficoltà enorme a scrivere queste poche note alla Difesa del popolo. Questa difficoltà è conseguente ad alcune notizie che ho letto nell’ultimo numero di Nigrizia: (la rivista italiana mensile dei missionari comboniani, ndr) l’aumento delle spese militari comportano un considerevole aumento di gas serra. Dal preoccupante studio-rapporto, presentato alla Cop27 c’è un significativo collegamento fra incremento delle spese militari e la crescita dell’inquinamento. Un esempio: il nuovo aereo F35A, una parte del quale viene assemblato in provincia di Novara, consuma 5.600 litri di benzina all’ora, mentre il precedente F16 ne consumava per ogni ora 3.500. Solo l’anno scorso di F35A, ne sono stati ordinati 476. Non entro nelle importanti statistiche e nei dati che dimostrano il collegamento armi-distruzione dell’ambiente, ma cerco di far notare, dato che tutti parlano o scrivono della necessità di difendere l’ambiente, che purtroppo di questa importante denuncia presentata alla Cop27 nessuno parla, dell’inquinamento militare e del fatto nemmeno si commenta nelle tante infinite diatribe televisive serali. A tutto questo si deve aggiungere l’aumento enorme delle spese e delle vendite di armi, che solo papa Francesco continuamente denuncia. Nel concludere riporto alcune righe del documento della Cop27 che fanno veramente pensare: «Chi ha redatto il report si è preso la briga di quantificare il consumo globale di carburante delle forze armate, per scoprire che se fossero classificate come un unico Paese, sarebbero il 29° maggior consumatore di petrolio nel mondo, appena davanti a Belgio e Sudafrica». Buon inquinamento.
Elvio Beraldin – Padova