Fatti
È stato un San Valentino ricco di parole di incoraggiamento, gratitudine e sostegno reciproco quello vissuto dagli studenti e professori della scuola secondaria di primo grado Don Paolo Galliero di Tribano. Nei giorni anche precedenti alla ricorrenza, infatti, si è concretizzato il progetto “La Posta della gentilezza” con cui l’intera comunità scolastica è stata invitata a praticare questa qualità come valore quotidiano attraverso la scrittura di piccole lettere o pensieri, imbucati nella cassettina presente nell’edificio. «Riteniamo che la gentilezza debba riempire le menti, le azioni e le modalità relazionali di tutti – spiega la dirigente scolastica Chiara Martin – Educare alla dimensione emotiva significa imparare a prestare attenzione all’altro, riconoscerne i bisogni e sviluppare la consapevolezza che gesti gentili generano altri gesti gentili, contribuendo a ridurre rabbia, aggressività e isolamento. Sempre più spesso le narrazioni sociali sembrano dare poco spazio alla disponibilità verso gli altri, mentre tra i ragazzi è forte il desiderio di amicizia, sostegno e relazioni autentiche. In un contesto in cui talvolta si esaltano competizione, furbizia o sopraffazione, la scuola intende ribadire con forza il valore delle parole e dei comportamenti rispettosi».
Allo stesso tempo l’iniziativa nata su proposta del docente di arte Cristian Strazza deriva dalla necessità di rispondere a un problema evidente per la dirigente negli alunni di questa età: «La cura delle emozioni è una grave criticità presente nei ragazzi, che sanno dare un nome a ciò che provano ma non sono educati al modo con cui chiedere e anche ricevere – riscontra – Stiamo lavorando proprio per abituarli che le parole creano fatti che restano incisi nelle altre persone».
Al progetto – che ora si accinge a portare le classi a discutere sul tema della gentilezza – plaude il sindaco Massimo Cavazzana, sottolineando il clima positivo tra docenti e alunni: «Come Comune abbiamo introdotto all’interno della scuola la figura di uno psicologo per aiutare insegnanti e ragazzi. Questo crea, nella dovuta maniera, un’apertura da parte di entrambi proprio perché si generano confronti interessanti ed entusiasmanti. Il risultato della grande capacità dei professori a essere anche dei mentori e la presenza di una dirigente scolastica attiva e proattiva sono queste attività che si interfacciano con le altre nostre azioni realizzate all’esterno della scuola ma in contemporaneità, come il progetto di volontariato Giovani custodi».