Fatti
Sono terminate le procedure di iscrizione al prossimo anno scolastico e puntualmente Viale Trastevere restituisce i “numeri” e sottolinea in particolare il successo della “filiera 4+2”, cioè il modello di istruzione tecnologico-professionale introdotto dal Ministero che combina 4 anni di scuola superiore (un percorso tecnico-professionale quadriennale) ad altri 2 anni di formazione terziaria (ITS Academy oppure Università)
In pratica si tratta di un percorso scolastico più rapido e più orientato al lavoro, ma che, nello tempo, non chiude le porte all’università.
Il ministro Giuseppe Valditara ha commentato così: “I percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale oggi sono una realtà che incontra l’interesse crescente degli studenti e delle famiglie. I dati delle iscrizioni confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine tramite un dialogo e un’interlocuzione costanti con le imprese e il mondo del lavoro. Molto positivo il dato dell’adesione al Sud. Il numero di istituti che si stanno dotando a livello nazione di percorsi 4+2 è un segnale inequivocabile: la riforma, in linea con le migliori pratiche europee, offre una scelta all’altezza delle sfide del futuro, in grado di fare emergere i talenti e le inclinazioni di ogni studente e di offrire validi sbocchi occupazionali”.
Quali sono i dati? Una nota del Ministero precisa che “alla filiera 4+2 si sono iscritti ben 10.532 studenti: un numero quasi doppio rispetto allo scorso anno (allora le iscrizioni furono 5.449). Il successo è dovuto anche – spiega sempre la Nota – all’ampliamento significativo dell’offerta formativa attivata nei diversi territori. Infatti, “con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi quadriennali per l’a.s. 2026/2027, il numero totale delle istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità sale a oltre 700, di cui circa 400 attivano la filiera per la prima volta. Queste scuole – aggiunge il testo ministeriale – si distinguono per una forte sinergia con il sistema degli ITS Academy, per i partenariati con il mondo delle imprese, la formazione professionale regionale e altri attori del territorio come CPIA, Università ed Enti di ricerca”.
Insomma, una scuola più orientata al mondo del lavoro e certo si tratta di una risposta che sembra efficace rispetto alle richieste avanzate da anni anche dalle imprese. Patisce un calo, invece, il dato delle iscrizioni agli Istituti tecnici (30,84% rispetto al 31,32% di un anno fa), mentre crescono i neoiscritti agli Istituti professionali (13,28%: erano il 12,69% l’anno scorso).
Tuttavia non basta. Ancora una volta il dato più rilevante delle iscrizioni è quello che riguarda i licei, scelti dal 55,88% dei neoiscritti (leggerissimo calo rispetto all’anno scorso: 55,99%) e il Ministero sottolinea anche come sia in crescita la scelta per il liceo del Made in Italy, che “migliora del 32,5% il dato delle iscrizioni dello scorso anno”.
Anche questo è un indicatore importante: da una parte la spinta alla formazione più diretta al mondo del lavoro si è fatta particolarmente significativa negli ultimi anni – e la capacità del sistema di offrire risposte in questa direzione si è affinata – ma la scelta del percorso liceale, così gettonata, resta a indicare un orizzonte e una richiesta più ampia al mondo della scuola che certo non può ridursi ad una formazione “funzionale” ad un eventuale sbocco lavorativo.