Mosaico
Compie 50 anni la Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, una delle realtà sociali che i partecipanti al viaggio in Calabria con la Difesa (dal 5 all’11 maggio) andranno a visitare. Nato come comunità del movimento di Capodarco di Fermo nel 1976, il gruppo iniziale era composto di venti persone con disabilità fisica e volontari. «Da lì – racconta Marina Galati, direttrice della Comunità – si è deciso di promuovere una comunità anche in Calabria. Due i filoni sui quali ci siamo mossi: da un lato la destituzionalizzazione, dall’altro la realtà delle comuni. Si voleva far uscire le persone con disabilità dagli istituti, ma anche dalle case, perché allora molti rimanevano chiusi in casa, c’era molta vergogna. Dall’altro lato eravamo tutti giovanissimi, intorno ai 20 anni, ed eravamo affascinati dall’aspetto del fare insieme, stare insieme, condividere e in qualche modo anche immaginarsi una vita insieme. L’idea forte che avevamo, che poi è anche il nostro motto, era lottare per restare, restare per costruire. C’era il pensiero di dare dignità alle persone fragili, evitare che venissero portate fuori dal loro paese perché qui all’epoca non avevamo molti istituti. Quindi ci siamo detti, proviamo a costruire esperienze diverse». Così è nato il progetto di vivere insieme, persone con disabilità e senza. «Ovviamente stando in Calabria – continua Marina Galati – le questioni non erano chiuse dentro le quattro mura di quella che poteva essere una comunità, era necessario essere aperti anche al territorio e provare a costruire diritti per tutti per cui si era cominciato dal diritto alla scuola, e poi il diritto al lavoro e quindi abbiamo subito costruito delle reti sul territorio. Pian piano ci siamo organizzati per poter garantire dei diritti non solo a chi viveva all’interno della comunità». Accanto al tema della disabilità si sono interessati anche alla tossicodipendenza, alle persone malate di Aids, all’accoglienza dei migranti.
Si sono fatti promotori di iniziative, sono entrati nel Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), hanno iniziato a lavorare in rete con altre realtà del territorio calabrese e non solo, «convinti che il lavoro sociale è anche un lavoro politico e questo significa riflettere, studiare, conoscere, dare opportunità affinché i territori possano crescere».
Elemento distintivo di Progetto Sud è che in ogni iniziativa c’è la partecipazione attiva delle persone che vivono quel problema, «Oggi la nostra realtà la definirei un ecosistema fatto di servizi, di reti che si occupa di differenti attività, adeguandoci ai bisogni dei tempi che viviamo. Non siamo mai diventati un consorzio, ma abbiamo preferito la forma della rete che ci potesse tenere tutti insieme, lasciando lo spazio e l’autonomia dei soggetti».
Intorno al 2000 poi la realtà prende un bene confiscato alla mafia: «abbiamo scelto – spiega Galati – di creare una cultura di contrasto alla mafia attraverso un’azione concreta e reale. Certo, il tema reale è che poi abbiamo dovuto subire, in particolare il nostro presidente una serie di minacce, episodi che continuano ancora periodicamente. Credo quindi che chi viene a conoscerci può capire che è possibile creare degli itinerari di speranza anche in territori difficili; che è possibile costruire opportunità per i giovani, opportunità di vita in un territorio dove i numeri statistici ci dicono che le persone vanno via. Credo che lo scambio e le relazioni aiutino e questa è la vera sicurezza sociale. C’è un altro mondo, e se investiamo insieme, è possibile cambiarlo».
Il viaggio organizzato dalla Difesa e studiato insieme all’agenzia di viaggi padovana Nextour, porta i lettori alla scoperta della Calabria, fra cultura, bellezza e impegno sociale. Non solo borghi e tradizioni, ma anche conoscenza di comunità locali impegnate nel sociale, che ogni giorno custodiscono e rigenerano il territorio. Un’esperienza che alterna bellezza naturale, racconti di identità e momenti di condivisione. È prevista anche una giornata con mons. Giuseppe Alberti, prete padovano da due anni vescovo di Oppido Mamertina-Palmi. Per prenotarsi e/o chiedere informazioni: abano@nextour.it oppure tel. 049-7160625.