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Agricoltura veneta 2022. Frutta e cereali trainano il settore
Agricoltura veneta 2022. Sono stati presentati a Fieragricola Tech i dati relativi ai primi nove mesi del 2022: in sofferenza latte e carne
MosaicoAgricoltura veneta 2022. Sono stati presentati a Fieragricola Tech i dati relativi ai primi nove mesi del 2022: in sofferenza latte e carne
Cresce il valore dell’agricoltura veneta nonostante la crisi. I dati presentati la scorsa settimana a Fieragricola Tech da VenetoAgricoltura nel suo annuale report sull’andamento del settore agricolo veneto sono confortanti, anche se alcuni settori sono in sofferenza. «È un grande risultato fatto di giovani, di imprenditoria femminile, di storie di coraggio e innovazione», ha sottolineato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando il valore di 7,7 miliardi di euro raggiunti dal comparto agricolo veneto nel 2022: un dato che segna addirittura un più 18,4 per cento sul 2021. Ma a incidere maggiormente non è stato l’incremento delle produzioni quanto l’aumento generale dei prezzi di mercato, dovuto all’instabilità economica mondiale causata da fattori ormai ben noti: la guerra in Ucraina, l’aumento di costi di produzione ed energia e l’inflazione. In sintesi, l’annata agricola nel Veneto ha registrato buoni risultati sia per le coltivazioni erbacee (più 10,9 per cento) che legnose (29,1), mentre il settore zootecnico mostra un calo delle quantità prodotte, controbilanciato però proprio dall’incremento dei prezzi di mercato, con il valore della produzione che si stima in aumento del 18,1 per cento.
«Sono numeri – ha commentato l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner – che raccontano la tenacia e la capacità di resilienza di imprenditori e filiere che non si sono mai arresi di fronte alle difficoltà degli ultimi due anni. Un risultato raggiunto anche grazie al contributo della Regione, che sotto il profilo finanziario, strategico e operativo ha sempre supportato le imprese agricole venete attive e i suoi 76 mila addetti». L’assessore ha poi anticipato come nella programmazione 2023-2027 della Politica Agricola Comunitaria (Pac) ci saranno a disposizione circa 500 milioni all’anno, una quota importante che andrà ad alimentare la competitività delle imprese agricole, sempre più orientate verso la sostenibilità e l’innovazione. «Ora la vera sfida – ha precisato Caner – è anche quella di tutelare tutte le nostre produzioni, affinché il made in Veneto non rimanga solo uno slogan ma diventi un vero brand capace di comunicare e assicurare qualità e autenticità di quello che di buono e sano viene prodotto nel nostro territorio». Alessandra Liviero, responsabile dell’Osservatorio economico agroalimentare di Veneto Agricoltura, ha illustrato i dati relativi ai primi nove mesi del 2022: per i cereali l’annata è stata positiva, sono aumentati gli ettari coltivati di frumento, grano duro e orzo (in calo invece il grano tenero), ma sono calate le rese. Annata negativa invece per il mais da granella, che ha dovuto fare i conti con il pessimo clima estivo. Basse rese e in calo è anche la produzione di soia, in calo la colza. Quanto alla barbabietola da zucchero, essa ha visto ridursi sia le superfici che le rese, come pure il tabacco: l’aumento dei prezzi non ha controbilanciato quello dei costi. Buono in generale invece il risultato delle orticole e della frutta (del vino parliamo alle pagine VIII-IX). In calo risulta invece la produzione di latte(circa 12 milioni di quintali, meno 1,3 per cento) come pure il numero di allevamenti (oggi sono 2.800) e quello dei bovini da carne e dei suini.
Il 2022 è stato nel complesso un’ottima annata per tutte le produzioni frutticole venete, con rese in netto rialzo rispetto al 2021 per mele (più 71,4 per cento), pere (più 415,6), pesche (più 669,6), kiwi (più 327,3), ciliegie (più 52,8) e olive (più 495).