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Csv Vicenza. Il ricordo del terremoto in Abruzzo
Sono passati 14 anni dal terribile evento. Il ricordo dei volontari partiti da Vicenza
MosaicoSono passati 14 anni dal terribile evento. Il ricordo dei volontari partiti da Vicenza
Trecentonove vittime. Oltre 1.500 feriti e centomila sfollati, con danni incalcolabili. Questo fu il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Dopo 14 anni l’Italia si è stretta ancora nel ricordo di quei momenti con la lettura dei nomi dei deceduti, durante la messa, e con la fiaccolata promossa dal Comitato familiari delle vittime. «Siamo stati lì per 8 mesi con gruppi di volontari che si alternavano – raccontano Francesco Antoniazzi e Giancarlo Lorenzetti, rispettivamente coordinatore e vice per la Protezione civile della sezione Vicenza dell’Associazione nazionale alpini – Tornare è sempre toccante. Avevamo la base a San Demetrio ne’ Vestini, al nostro arrivo quest’anno, siamo stati accolti in modo commovente. Qui è morta un’intera famiglia, abbiamo deposto una corona di fiori in ricordo». In Abruzzo era arrivato anche il gruppo della Protezione civile Clipeus di Chiuppano e di Carrè, l’organizzazione si stava ancora strutturando: «Si lavorava senza sosta, dando il massimo, coordinati con i vigili del fuoco, la Croce rossa, la Sogit Cavalieri di Malta e i carabinieri – spiega Rita Dal Santo già presidente e segretaria dell’associazione – Con quest’ultimi abbiamo lavorato sul ricongiungimento dei nuclei familiari. Altri nostri volontari hanno contribuito alla mappatura delle strade agibili. Facevamo costanti rapporti a Vicenza, lo sciame sismico continuava, le notti erano gelide e si sentiva un rumore profondo che ti scuoteva. La massima attenzione era alle persone, i giovani stavano reagendo ma gli anziani erano disperati: ricordo una signora che accarezzava una gallina per trovare conforto». «È importante che il Csv di Vicenza faccia conoscere queste testimonianze – affermano il presidente Mario Palano e il direttore Maria Rita Dal Molin – Sono vere e proprie relazioni di amicizia con le persone de L’Aquila, un segno di affetto e di stima».