Chiesa
Ministri straordinari della comunione e ministranti insieme per una domenica, a far visita ad anziani e malati nelle loro case, portando l’eucarestia, la preghiera, il saluto della comunità. È l’esperienza di “liturgia domestica” che hanno vissuto domenica 15 marzo nella parrocchia di San Bonaventura, a Cadoneghe, una quindicina di ragazzi tra 13 e 21 anni, partendo al termine della messa verso le abitazioni accompagnati a piccoli gruppi da una decina di adulti.
«È stato bello, non è certo un’esperienza che viviamo tutti i giorni – racconta Alessia, 17 anni – Ho visitato una coppia di anziani, uno dei due malato; li ricordavo quando un tempo venivano a messa la domenica. Abbiamo posto loro alcune domande, sono stati gentili e disponibili nel risponderci: è stato toccante ascoltare la loro storia, mi ha fatto riflettere sul fatto che durante la celebrazione domenicale vediamo molti volti, ma non ne conosciamo le storie. La signora ci ha detto quanto ha apprezzato vedere una parte giovane della comunità andare da loro; a me è sembrato che entrambi avessero una grande fede».
«Io ho incontrato un’anziana che vive sola – si accoda Francesco, vent’anni – mi ha colpito la sua vivacità nonostante avesse un problema motorio; penso che se non lo avesse, sarebbe contenta di venire in chiesa autonomamente. Aveva seguito la messa alla televisione, con noi ha pregato e ricevuto l’eucarestia, si è commossa: è stato davvero bello!».
«Ho vissuto una mattinata piena con i ministranti. Sono stato a casa di un signore che soffre di una malattia importante – commenta Antonio Bruno, ministro straordinario della comunione – Ho notato la sensibilità dei ragazzi nell’affrontare la situazione, credo sia importante stimolarli, ricordando loro che la vita non è fatta solo di quotidianità normale che viviamo quasi meccanicamente, ma che ci sono persone che faticano ad affrontare ogni giorno. Ho voluto sottolineare come da un giorno all’altro tutto possa cambiare con la diagnosi di una malattia e come i nostri progetti naufraghino velocemente: ecco che diventa necessario ricalibrarsi, accogliere una nuova modalità di vita».
Suor Thresia Bindu, della congregazione delle Riparatrici del Sacro Cuore di Gesù e ministro straordinario della comunione, conclude: «Le coppie di anziani che abbiamo visitato ci aspettavano. È stato bello vivere questo momento proprio nella quarta domenica di Quaresima in cui Gesù, nel racconto del Vangelo, guarisce il cieco nato; abbiamo pregato per le nostre cecità, offrendole a lui insieme a qualche piccola sofferenza, perché guarisca anche noi e ci doni la fede».