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Montegrotto Terme. L’ex monastero sarà luogo di accoglienza
Montegrotto Terme Da luogo di clausura femminile a casa di riposo per suore, ora trova una destinazione sociale
MosaicoMontegrotto Terme Da luogo di clausura femminile a casa di riposo per suore, ora trova una destinazione sociale
Ha riaperto le porte l’ex monastero di clausura di Santa Chiara, all’ingresso di Montegrotto Terme. Lo stabile, di proprietà dei frati minori ma preso in affitto dal Comune termale, è temporaneamente affidato in parte alla Croce rossa sezione Terme Euganee, in attesa che vengano eseguiti i lavori di ristrutturazione nell’attuale sede di via Caposeda, e per la parte preponderante alla cooperativa Città Solare di Padova. Il monastero venne realizzato nel secondo dopoguerra in via Campagna Bassa: accanto a esso nel 1982-83 sorse la chiesa della nuova parrocchia di Mezzavia, istituita nel 1975, che per le celebrazioni utilizzò nei primi anni proprio la chiesetta del monastero. Alle monache clarisse succedettero, nei primi anni Duemila, le suore elisabettine che utilizzarono il complesso fino a pochi anni fa. L’ex monastero sorge attorno a un ampio chiostro, sopra il quale, al piano superiore, su due lati si trovano gli ex alloggi delle religiose, mentre al piano terra vi sono i locali di servizio, cucine e refettorio, e varie sale. Vi è poi la piccola ma suggestiva chiesetta, con arredo ligneo interno. Uno dei quattro lati del compresso è in uso temporaneo alla Croce Rossa, che ha già iniziato a utilizzarlo. Quanto alla cooperativa Città Solare, sta terminando in questi giorni una risistemazione degli spazi per iniziare un’attività di accoglienza di lunga durata, in particolare lavoratori e famiglie con necessità abitative. Gli altri spazi saranno invece, nel progetto della cooperativa, dati in uso ad associazioni che ne facciano richiesta – c’è già un gruppo che vi svolge un laboratorio settimanale di cucito – e come spazio di coworking. La chiesetta, mai consacrata, è invece adatta a conferenze, dibattiti e concerti. «I primi due ospiti è già stato accolto – rivela Maurizio Trabuio, presidente di Città Solare – dopo che come cooperativa abbiamo rinnovato il mobilio, sistemato i serramenti rotti, rinfrescato gli ambienti anche per eliminare le zone affette da muffe; letti, lampadari, serrature sono tutti nuovi e gli ambienti ora sono più confortevoli e adatti a ospitare una ventina di persone, anche piccoli nuclei familiari. Le camere sono spaziose e hanno tutte il bagno in camera; quanto al vitto, ogni persona potrà utilizzare in maniera autonoma le cucine che sono situate al piano terra». Per informazioni si può contattare il responsabile della struttura: Mauro Anselmi, mauro.anselmi@cittasolare.org, anche telefono 349-7662501.
I beni artistici a carattere religioso non appartengono solo alla Chiesa cattolica italiana, ma anche a molteplici ordini religiosi e persino allo Stato: il Fondo edifici di culto (Fec), nato dalle soppressioni ottocentesche, conta circa 840 chiese (tra cui quella di Praglia).