Festa dei lavoratori: Cei, “il lavoro non può perdere la sua vocazione alla pace, la guerra è il grande inganno”
Cei. Il messaggio per la Festa dei lavoratori dedicato al nesso tra lavoro e pace: «La guerra è il grande inganno». L'appello alla riconversione dal militare al civile
“Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo gli aratri in lance. Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno”. È uno dei passaggi centrali del Messaggio per la Festa dei lavoratori, diffuso oggi dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, sul tema “Il lavoro e l’edificazione della pace”. Il testo richiama le parole di Leone XIV ai Diplomatici accreditati presso la Santa Sede: “La guerra si accontenta di distruggere, la pace, invece, richiede uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza. Il pericolo è che ci si sogni, invece, nella corsa a produrre nuove armi sempre più sofisticate, anche mediante il ricorso all’intelligenza artificiale”. I vescovi denunciano la logica del riarmo e chiedono “una coraggiosa riconversione dal militare al civile”, citando il venerabile vescovo Tonino Bello: “Siano disertati i laboratori e le officine della morte per i laboratori della vita”. Il messaggio sottolinea anche la preoccupazione per l’aumento dei prezzi dell’energia, “che ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie, soprattutto di quelle che vivono nella precarietà economica”.