Fatti
Si sono dati appuntamento, davanti all’azienda Boldrin di Selvazzano Dentro, lo scorso 27 marzo, i rappresentanti di tutte le federazioni sindacali e i colleghi di Mamour Pape Mbow, l’operaio-studente senegalese di 22 anni, che ha perso tragicamente la vita lunedì 23 marzo.
Aveva appena iniziato il turno di lavoro quando, verso le 8.30, qualcosa è andato storto nel funzionamento di un macchinario che serve a srotolare le lamiere, che vengono successivamente tagliate da un apparecchio adiacente. L’azienda è specializzata nella lavorazione dei metalli. L’operaio era addetto al taglio delle lamiere, e stava facendo un rabbocco di olio a un macchinario quando è rimasto incastrato all’interno del cilindro, morendo per le lesioni riportate.
«La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento inderogabile», sottolineano i sindacati che continuano a chiedere il rafforzamento degli Spisal territoriali con assunzioni e controlli continui, l’istituzione di una Procura speciale dedicata agli incidenti sul lavoro e interventi concreti da parte delle istituzioni. «È tempo che la Costituzione smetta di essere solo un ideale astratto e diventi realtà quotidiana in ogni officina, in ogni cantiere e in ogni fabbrica – affermano i segretari generali di Fiom, Fim e Uilm di Padova – Mamour aveva 22 anni, la sua morte deve essere l’ultima. Non ci fermeremo finché il lavoro non tornerà a essere strumento di libertà e dignità e non causa di morte».
La morte di Mamour porta a quattro il numero delle vittime in provincia di Padova dall’inizio dell’anno: prima di lui hanno perso la vita Fabrizio Braghetto il 5 gennaio, Zevxhet Halili quattro giorni dopo e Stefano Contiero, sempre a marzo, il 4. Tra i presenti al presidio unitario anche Samuel Scavazzin, segretario generale della Cisl di Padova e Rovigo: «Bisogna investire in formazione continua, non solo per i lavoratori, ma anche per i datori di lavoro, che devono comprendere come le misure per le tutela della sicurezza non siano un costo. Serve un cambiamento culturale profondo, che parta dai banchi di scuola. Maggiori controlli sulla filiera degli appalti e risorse indispensabili a implementare gli organici degli enti di controllo». Mamour Pape Mbow era arrivato in Italia nel 2024, abitava con il papà nel quartiere di Torre di Padova, ed era in Italia per sostenere la famiglia in Senegal.