Elezioni in Albania. Vescovi: “Il Paese può avere un futuro migliore”

Chi vende il proprio voto in cambio di denaro, ha venduto la sua dignità e quella della sua famiglia. Inoltre, chi compra il voto con i soldi approfittando della povertà degli elettori, non è degno dell’incarico per il quale chiede di essere votato. Inaccettabile è il fatto che, al pagamento di denaro, si aggiunga il giuramento sui libri sacri. È altresì inaccettabile che la votazione avvenga sotto minaccia oppure dietro la promessa di un posto di lavoro. Il lavoro è frutto della meritocrazia e non del partitismo o della militanza politica. Come Vescovi inoltre riteniamo che non sia opportuno votare canditati con un passato poco chiaro. L’integrità morale deve essere una conditio sine qua non perché l’elettore possa scegliere con libertà e serenità. Ci auguriamo che il 25 aprile ognuno eserciti il diritto e il dovere del voto avendo presente il bene comune, che è anche lo scopo di ogni attività politica