Fatti
Aumentare e qualificare il verde urbano con un’espansione delle aree verdi pari al 20 per cento in più rispetto all’inizio del mandato amministrativo. È questo il traguardo che si è dato il Comune di Padova e, in uno scenario di forte cementificazione nell’intero Veneto, l’inaugurazione del nuovo parco Guizza, lo scorso venerdì 10 aprile, è senz’altro una ventata di ossigeno. «L’apertura del parco Guizza rappresenta un traguardo significativo per la città e per il quartiere – ha dichiarato il vicesindaco, Antonio Bressa – È un intervento che unisce qualità ambientale, accessibilità e funzione sociale, offrendo ai cittadini un grande spazio verde dove incontrarsi, vivere il tempo libero e ritrovare un contatto diretto con la natura».
Il nuovo parco si estende su un’area di circa sette ettari e rappresenta così un importante polmone verde per la città, il secondo per estensione dopo parco Iris, e in collegamento con le altre aree verdi già esistenti, tra cui parco di Sant’Agostino, nel Comune di Albignasego: sono stati messi a dimora 342 alberi e 1.066 arbusti, realizzati oltre due chilometri di percorsi e valorizzata un’ampia area già boscata, restituendo alla comunità uno spazio naturale attrezzato e fruibile. Il seme per la realizzazione del parco è stato piantato oltre 20 anni fa, all’interno di un’operazione di perequazione urbanistica che prevedeva inizialmente una suddivisione equa dell’area tra edificazione e verde. Attraverso un lungo processo di confronto con il coinvolgimento di cittadini e consulta, la quota destinata al parco è stata progressivamente ampliata fino a raggiungere il 78 per cento della superficie complessiva.
Il progetto ha avuto un costo di circa 1,5 milioni di euro, finanziato principalmente con fondi europei, tramite Pr-Fesr, e in parte minore grazie a risorse comunali: «Il criterio seguito è stato finanziare progetti che, come il nuovo parco Guizza, possano servire più Comuni e che siano raggiungibili con il tram, per valorizzare al massimo l’idea di una città che non si esaurisce nel territorio del Comune, ma che serve una cintura urbana estesa, con quasi mezzo milione di cittadini», ha concluso l’assessora ai programmi e progetti comunitari, Margherita Cera.