Fatti
C’ è tempo fino a questa domenica per i cittadini di Abano Terme di esprimersi, tramite un sondaggio disponibile sul sito del Comune e in alcuni punti nevralgici della città, sul nome con cui identificare il nuovo polo dell’infanzia sorto dai lavori di riqualificazione che si sono svolti all’interno dell’ex caserma 1° Roc ubicata in località Giarre. «L’iniziativa ha un valore che va oltre la scelta del nome – precisa il sindaco Federico Barbierato – Vogliamo rafforzare anche il legame tra amministrazione e cittadini coinvolgendo le famiglie; significa costruire un po’ un senso di comunità».
Dopo il confronto tra la giunta e alcuni rappresentanti del mondo scolastico locale, al voto sono giunte cinque opzioni accomunate da un richiamo alla geografia e alla funzione della scuola che entrerà in funzione il prossimo settembre. Allora i bambini potrebbero fare il loro ingresso nel polo denominato “Le Nuvole” – chiaro riferimento al passato aeronautico dell’area – oppure “Il volo della rondine”, a sottolineare i valori dell’accoglienza e del ritorno alla natura. Se non avranno avuto la meglio le prime due opzioni, la nuova struttura aprirà invece con l’insegna riportante “Girotondo Roc”, omaggio giocoso all’ex caserma, oppure “Il Giardino delle Acacie” o “Cielo blu”, riferimenti rispettivamente alla flora della zona o all’unione ideale tra l’aeronautica e le tonalità delle acque termali.
Dopo un primo periodo con il solo nido attivo, il plesso potrà ospitare – aprendo anche alla fascia dai tre ai sei anni – complessivamente un centinaio di alunni: per il primo cittadino un’occasione importante per soddisfare le richieste della città. «La scuola nasce con una duplice finalità, per azzerare le liste d’attesa e per rispondere ai lavoratori. Ad Abano, infatti, non abbiamo solo residenti, ma anche diversi impiegati, per esempio nell’ospedale o negli alberghi, che hanno bisogno di servizi del genere – evidenzia Barbierato – In questi giorni, vincendo un altro bando, siamo stati inoltre assegnatari di 276 mila euro proprio per l’arredamento di questa struttura».
La nuova destinazione del Circolo ufficiali – edificio all’interno del 1° Roc, fino al 1998 sede distaccata dell’ex base Nato del monte Venda – giunge dopo l’acquisizione otto anni fa dell’area, in stato di abbandono, da parte del Comune mediante il meccanismo del federalismo demaniale con l’intenzione di riqualificare i 33 fabbricati qui presenti. A scopi didattici sono stati, così, destinati 1.605 metri quadrati per una spesa di oltre 3 milioni di euro, coperti per la maggior parte dal Pnrr e per il resto da fondi del Comune. L’attenzione dell’amministrazione è contestualmente rivolta anche alla restante parte del complesso militare: «Stanno arrivando da parte di aziende delle richieste, che esamineremo, per la creazione di alloggi destinati ai lavoratori provenienti da fuori Regione», conclude il sindaco.