Fatti
Non solo luogo di valorizzazione della cultura, ma ora anche della gentilezza: è la biblioteca di Arre, che da un paio di settimane accosta al prestito di libri la consegna di alcuni segnalibri decisamente originali. Grazie all’operosità di alcuni ragazzi sono stati dotati di frasi gentili circa cinquanta cartoncini, già in distribuzione ai frequentatori della biblioteca che potranno conservarli anche una volta restituito il volume in prestito. «L’idea parte da lontano, dall’adesione del Consiglio comunale dei ragazzi al progetto nazionale “Costruiamo gentilezza”, all’interno del quale sono state organizzate altre iniziative come la giornata ecologica e il mercatino natalizio a favore della raccolta fondi “Un passo per Aurora” – spiega l’assessora alla biblioteca e cultura Carla Bruscagin, ricordando l’importante contributo della consigliera Sara Bagatella – In questa recente attività, i ragazzi si sono ritrovati in biblioteca dopo l’orario scolastico per la realizzazione dei segnalibri, non una banalità come può sembrare. La gentilezza è sottovalutata, ma invece è un tema serio e loro si sono fermati per capire anche le frasi più interessanti da condividere. Abbiamo deciso di regalarli a chi viene in biblioteca in una sorta di semina di gentilezza».
Da “Essere gentili è un atto di coraggio” all’invito “Siate coraggiosi, siate gentili”, le varie espressioni racchiudono non solo spunti di riflessione, ma anche la bellezza per questi ragazzi di aver trascorso delle ore in biblioteca, lontano dagli schermi dei cellulari – lasciati, ricorda l’assessora, all’interno di una scatola – e impegnati nella riscoperta del contatto tra coetanei. «È un gruppo simpatico e molto affiatato con cui è divertente lavorare proprio per la sua energia», sottolinea Bruscagin. L’iniziativa non è un caso isolato ad Arre, dove si cerca di generare un beneficio alla comunità attuale e futura grazie proprio alla sinergia tra l’amministrazione e il Consiglio comunale dei ragazzi composto da alunni degli ultimi due anni della scuola secondaria di primo grado: «Lo coinvolgiamo in tutte le attività e cerimonie. All’interno del gruppo, poi, oltre alle cariche previste diamo la possibilità di indossare la fascia da sindaco per un giorno: alcuni sono disponibili a questa esperienza. Questo fa molto piacere e chissà che tra dieci anni non siano loro la vita attiva del paese. Abbiamo seminato gentilezza, speriamo che loro la portino a casa e che questo sguardo sul mondo con occhi diversi li porti a essere dinamici con una marcia in più».