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Vietato il self service per il pane sfuso. Le nuove normative dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato
Seconda grande vittoria dei panificatori artigiani contro la grande distribuzione
FattiSeconda grande vittoria dei panificatori artigiani contro la grande distribuzione
«Panifici contro Centri Commerciali: 2 a 0». Il presidente dei produttori alimentari di Confartigianato Imprese Padova Nicola Trentin sintetizza con una metafora calcistica la seconda grande vittoria ottenuta dai panificatori artigiani con la recente sentenza del Consiglio di Stato in cui si vieta la vendita del pane sfuso in modalità self service: «Dopo aver ottenuto il divieto, sempre da parte della grande distribuzione, di denominare il pane precotto con la dicitura “Pane fresco” – sottolinea Trentin – con questa sentenza il Consiglio di Stato ha sancito il coronamento positivo di un’altra battaglia combattuta nei confronti di una prassi consueta nella grande distribuzione, ritenuta da noi, a ragione, non conforme alle norme igienico sanitarie».
Il massimo organismo della giustizia amministrativa italiana, con questo atto che vale su tutto il territorio nazionale, sposa pienamente le tesi portata avanti con tenacia da Confartigianato. La “svolta” è avvenuta nel dicembre del 2020 quando i carabinieri del Nas di Lecce hanno sequestrato 23 chilogrammi di pane e imposto la sospensione della vendita in modalità self service a un supermercato. Struttura commerciale che comunque aveva immediatamente presentato ricorso contro i provvedimenti adottati. Riscorso che il Consiglio di Stato, nelle scorse settimane, ha giudicato inammissibile con diverse motivazioni, tra le quali quella che evidenzia come la modalità di vendita self service di pane sfuso risulti del tutto inidonea a garantire le più elementari esigenze di sicurezza alimentare. Inoltre, la sentenza afferma che il pane sfuso ottenuto da completamento di cottura del pane precotto deve essere confezionato prima della messa in vendita e non può essere confezionato dal cliente. «È stata fatta giustizia e le regola di mercato sono state riequilibrate – aggiunge Trentin – a favore di 257 laboratori artigiani e dei loro 1.176 addetti che ogni giorno sfornano in provincia di Padova quintali di pane e panificati, rispettando un rigido sistema di controllo alimentare introdotto dal legislatore per garantire la sicurezza e l’igiene dei servizi e dei beni destinati alla vendita. Ricordo infatti che il pane è un prodotto che non si sbuccia e non si lava ma si consuma tale e quale e pertanto deve essere trattato con tutte le precauzioni igienico sanitarie del caso»
Il no alla vendita self service, motivato dalla complessità di garantire la sicurezza igienica del prodotto, attiva dopo un’altra sentenza del Consiglio di Stato che vietava la dicitura “pane fresco” applicata al pane precotto dei centri commerciali. Sospiro di sollievo per i 276 panifici con 1.176 addetti della provincia di Padova.
Teresa Cola