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Lavoro. Assunzioni in crescita rispetto al 2019
Lavoro. Il mese di ottobre conferma il trend positivo con numeri migliori pre-pandemia
FattiLavoro. Il mese di ottobre conferma il trend positivo con numeri migliori pre-pandemia
I l mese di ottobre conferma la tendenza positiva del mercato del lavoro veneto con un volume di assunzioni superiore a quello del 2019 con 51 mila nuovi contratti rispetto ai 47 mila di due anni fa. A fotografare lo scenario è “La Bussola” di Veneto Lavoro. Il saldo è positivo in tutte le province e inferiore a quello del 2019 solo per Venezia e Verona che pagano ancora le difficoltà dei primi mesi dell’anno con i flussi turistici pasquali ancora bloccati. Anche a livello settoriale i saldi si rivelano positivi ovunque, con l’unica significativa eccezione del tessile-abbigliamento che perde circa 500 posizioni lavorative. Notizie incoraggianti, inoltre, giungono dal contesto economico nazionale: il Pil è visto in crescita di oltre il 6 per cento e tutti i settori sono ancora in forte espansione, seppure su ritmi più lenti rispetto ai mesi precedenti. Secondo la Banca d’Italia, circa il 70 per cento delle imprese industriali e il 60 per cento di quelle dei servizi si attendo no di recuperare o superare i livelli precedenti la pandemia entro la fine dell’anno. A partire dal secondo trimestre 2021, però, si evidenzia un significativo aumento delle dimissioni che, prendendo in considerazione solo quelle da contratti a tempo indeterminato e non avvenute durante il periodo di prova, tocca nell’anno il più 11 per cento rispetto al 2019. È un fenomeno trasversale che interessa uomini e donne, italiani e stranieri, giovani e lavoratori esperti, impiegati in contesti lavorativi differenti: l’incremento delle dimissioni è, infatti, molto forte nel comparto sanitario e sociale (più 44 per cento) e nell’industria metalmeccanica e nell’edilizia (con una crescita del 16 per cento). Per quanto riguarda invece i licenziamenti, si registrano volumi inferiori a quelli degli anni pre-pandemia: i lavoratori interessati sono stati 292, il 45 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Lo sblocco totale in sé non ha prodotto scossoni.