Mosaico
C’è un modo di fare scienza che passa attraverso l’osservazione paziente, i viaggi, gli incontri e perfino i disegni. È il modo scelto da Enzo Moretto, studioso e divulgatore noto da anni al grande pubblico grazie anche alle partecipazioni televisive (è uno degli ospiti fissi di Geo su Rai 3) e ai social, dove i suoi video riscuotono centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Nel suo nuovo libro, Diario di un naturalista, Moretto apre le pagine dei taccuini che lo accompagnano da anni nelle esplorazioni del mondo degli invertebrati: «Il libro è la trascrizione dei diari che tengo durante i viaggi e le scoperte – racconta lo studioso – Parte dalle memorie di quando ero ragazzo, dalla scoperta del mondo degli invertebrati e dalla passione che mi ha accompagnato fin dall’inizio». Il racconto si sviluppa come un percorso a tappe attraverso le esperienze dell’autore: dal precoce interesse per insetti, ragni e piccoli anfibi, alle spedizioni e ai viaggi di ricerca in tutto il mondo, perennemente a caccia di specie rare o dimenticate, passando per progetti di divulgazione e protezione come “Butterfly Arc”, prima casa delle farfalle in Italia nata nel 1988 a Montegrotto Terme, e il Museo vivente degli insetti di Esapolis (via dei Colli 28 a Padova), implementato vent’anni più tardi dalla Provincia di Padova proprio su idea di Moretto, che ancora oggi lo dirige.
Parte importante del volume è dedicato proprio al gruppo dei giovani naturalisti nato intorno al museo padovano: «Un progetto pensato per accogliere ragazzi e ragazze che hanno questa passione – spiega Moretto dal Messico, dove è in missione per le sue ricerche – Partecipo alle spedizioni con loro e li supporto nelle ricerche, e grazie a collaborazioni come queste negli anni sono arrivate molte scoperte interessanti». Il diario segue quindi alcune indagini naturalistiche, come quella a Lampedusa sulle tracce del ragno cammello (Biton velox), sparito dai radar da 60 anni, e di una specie di mantide sconosciuta in Europa, battezzata Ameles dumonti lampedusana. Segue il resoconto, asciutto ma coinvolgente, di altre missioni tra Toscana e Sardegna, alla ricerca di animali quasi leggendari per gli studiosi come lo scorpione bianco (Sardoscopius troglophilous) che vive nelle caverne e nelle grotte dell’Ogliastra.
Accanto alla narrazione scientifica emerge una forte dimensione visiva: il testo è infatti accompagnato dalle illustrazioni realizzate dallo stesso autore. «Quando viaggio porto sempre con me gli acquerelli – spiega – e continuo a disegnare e rielaborare quello che ho visto anche quando torno a casa». Il risultato è un libro che intreccia racconto, osservazione naturalistica e divulgazione. «È narrativo, ma con molti approfondimenti anche tecnici, per capire meglio gli animali e gli ambienti – afferma Moretto – E mostra come nasce e cresce una passione per la natura».
Dalle pagine emerge così un invito semplice: imparare a osservare da vicino il micromondo che ci circonda, un universo popolato di creature spesso guardate con diffidenza o paura, ma capaci di sorprendenti strategie di adattamento e, non di rado, di una bellezza inattesa. E magari annotare tutto, su un taccuino pieno di storie e disegni.
Il libro Diario di un naturalista (Biodiversity Pages 3, 2026, 160 pp., 19 euro) sarà presentato il 30 aprile alle 12 a palazzo Santo Stefano e il 16 maggio, alle 18 presso Villa Mantua Benavides a Valle San Giorgio (Baone). Il 6 maggio alle 16.50 sarà anche protagonista su Geo, in onda su Rai 3.
Realizzato dopo il grande restauro di un importante edificio dei primi del Novecento che ospitava la più importante stazione bacologica nazionale. (ancora parte del complesso), il museo comprende anche un percorso espositivo con importanti e numerose esposizioni viventi che includono il MicroMegaMondo di insetti, aracnidi e molti altri piccoli esseri.