Siria: nuovo ufficio Caritas a Knaye per la rinascita dei villaggi cristiani della Valle dell’Oronte
A Knaye, nel governatorato di Idlib, Caritas Siria inaugura oggi una nuova sede operativa dedicata alla ricostruzione di abitazioni nei villaggi cristiani di Knaye e Yacoubieh, nella valle dell’Oronte. Il progetto, sostenuto da Caritas Italiana, punta ad accompagnare il ritorno delle famiglie fuggite a causa della guerra civile e del terremoto del 2023, favorendo non solo la riabilitazione delle case ma anche la rinascita sociale e la convivenza nelle comunità locali.
Oggi, a Knaye (Governatorato di Idlib), Caritas Siria aprirà una sede che avrà tra i suoi compiti primari seguire un progetto di ristrutturazione di immobili appartenenti a famiglie di due villaggi a maggioranza cristiana, Knaye e Yacoubieh, siti nella valle dell’Oronte. La nuova struttura è collegata con l’ufficio esecutivo Caritas a Damasco e con altri uffici regionali tra i quali, Aleppo e Homs. In questa fase di avvio, Caritas Siria è affiancata da Caritas Italiana, presente da tempo nel Paese con alcuni suoi operatori. Tra questi Davide Chiarot che coordina gli interventi umanitari e che al Sir spiega gli scopi di questa sinergia: “vogliamo sostenere le comunità cristiane locali aiutando tutte quelle famiglie che vogliono fare ritorno nelle proprie case e terre, dopo che le avevano lasciate a causa della guerra e del terremoto (febbraio 2023, ndr.). E la prima necessità ravvisata è quella di riabilitare e restaurare le abitazioni per rivitalizzare i territori”.
Il sostegno di Caritas Italiana. Nell’ambito del sostegno alle comunità locali nelle aree in questione, spiegano da Caritas Siria, “team locali hanno avviato da tempo visite sul campo con valutazioni tecniche per esaminare lo stato delle abitazioni e i danni subiti nei villaggi rurali di Knaye, Yacoubieh e anche Gidaideh. L’obiettivo – afferma l’organismo cattolico – è individuare le necessarie azioni mirate e capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni dei residenti”. Sono state individuate, allo stesso tempo, circa 70 famiglie che, conferma Chiarot, “vedranno l’avvio dei lavori in questa primavera, cosa impossibile da fare nella stagione invernale. Si tratta – aggiunge – solo del primo step del progetto che una volta terminato darà una casa ristrutturata a circa 150 famiglie”. La possibilità di ristrutturare abitazioni appartenenti a famiglie cristiane è la riprova, afferma Chiarot, che “c’è stata un’evoluzione anche politica in questa zona, un tempo in mano a ribelli radicalisti islamici contrari al regime di Assad”. Oggi anche tutta la regione nord della Siria, che gravita intorno a Idlib, è controllata dal nuovo governo guidato da Ahmed al‑Sharaa, noto con il nome di battaglia Abu Mohammad al‑Jolani, leader del gruppo armato Hayat Tahrir al‑Sham (Hts), protagonista delle offensive che alla fine del 2024 hanno portato alla caduta del regime di Bashar al‑Assad e alla presa di Damasco. Al‑Sharaa ha avviato una fase di transizione politica che, “grazie anche alla capacità di mediazione di tanti sacerdoti, ha permesso che ai cristiani venissero riconsegnate case e terre di proprietà”.
Guardando in avanti, rivela Chiarot, “vorremmo aiutare Caritas Siria a creare, in questi villaggi, anche degli spazi pubblici da mettere a disposizione di tutti, magari un parco giochi o qualcosa di simile. Iniziative che mirano anche alla riconciliazione e alla convivenza”.
Il ricordo di padre François Mourad. All’inaugurazione di oggi sono presenti numerosi fedeli, sacerdoti e vescovi, tra questi ultimi mons. Hanna Jallouf, vicario apostolico di Aleppo, che proprio a Knaye è stato parroco per oltre vent’anni. “Questo nuovo ufficio di Caritas Siria – dice al Sir – ci permetterà di ridare case ristrutturate a tante famiglie che hanno fatto ritorno dopo la guerra. Sono 35 i nuclei finora rientrati ma speriamo che con questo progetto anche altri torneranno. Confidiamo anche in alcuni progetti per dare lavoro ai giovani così che possano restare. Siamo impegnati anche in progetti nel campo agricolo. Il cambio di regime ci ha permesso di aprire questa sede della nostra Caritas che in una prossima tornata di lavori vuole risistemare la scuola, le case e il convento francescano di un altro villaggio vicino, Ghassanie”. Proprio a Ghassanie fu ucciso, a giugno del 2013 in piena guerra, padre François Mourad. “Domani – aggiunge mons. Jallouf – durante l’inaugurazione ricorderemo anche il suo martirio. Previsto anche un momento di fraternità al termine della giornata”.
“Tutte queste iniziative sono – conclude il vicario di Aleppo – i segni tangibili della ripresa lenta ma progressiva del nostro Paese. Rinascita cui vogliamo contribuire come comunità cristiana”.