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Gruppo Polis apre una terza struttura, Casa Elena. Dalla parte delle donne
Gruppo Polis apre una terza struttura, Casa Elena, per garantire ancora più protezione a donne, mamme maltrattate e ai rispettivi figli
FattiGruppo Polis apre una terza struttura, Casa Elena, per garantire ancora più protezione a donne, mamme maltrattate e ai rispettivi figli
Il fenomeno della violenza sulle donne sta assumendo dimensioni globali enormi, con una diffusione che aumenta indistintamente in qualsiasi parte del mondo. Non sorprende quindi che anche nel Veneto ci siano ben 31 case rifugio per dare protezione alle vittime, ma ciò che allarma invece è sapere che tutto ciò non basta a far fronte alle richieste, e che i bisogni sono ben più alti. Lo sa bene il Gruppo Polis, che da 13 anni opera nel territorio veneto occupandosi del problema, e nonostante offra già 12 posti di accoglienza con Casa Viola e Casa Adele, ha ora deciso di aprire una terza casa rifugio che si chiamerà Elena, in omaggio a Elena Lucrezia Corner Piscopia, laureatasi all’Università di Padova nel 1678. «Abbiamo deciso di aprire la nostra terza struttura per consentire alle donne e ai loro figli di intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza – spiega la dottoressa Alice Zorzan, responsabile Area contrasto alla violenza di genere di Gruppo Polis – Per questo abbiamo attivato una raccolta fondi rivolgendoci agli attori del nostro territorio che potessero sostenere concretamente questa iniziativa».
L’appello è stato colto dall’agenzia per il lavoro Eurointerim, che collabora con Gruppo Polis da oltre dieci anni, la quale grazie a una donazione di 20 mila euro ha permesso di dare il via ai lavori che si concluderanno nel 2024: «Da un anno siamo società benefit e siamo come sempre impegnati a migliorare il contesto nel quale operiamo e attenti alle tematiche sociali – afferma il prof. Luigi Sposato, presidente di Eurointerim – Per noi è importante contribuire a garantire i diritti delle donne e il percorso di uscita dalla violenza per loro e i loro figli». Nel 2022 sono giunte al Gruppo Polis 24 richieste di accoglienza; quest’anno sono già 16 le donne che sono state inserite in un ambiente protetto. In casa rifugio portano fino a tre figli e rimangono in media 11 mesi, durante i quali vengono aiutate a raggiungere l’indipendenza economica ma anche psicologica e fisica dal “maltrattante”, inoltre in casa rifugio vengono considerate anche tutte le esigenze dei figli. Secondo Margherita Colonnello, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Padova, il fatto che il fenomeno sia in aumento è un buon dato: «Questo significa che le donne stanno decidendo sempre più di denunciare ed emanciparsi e i servizi devono essere ricettivi e pronti ad accoglierle». E nella nuova casa rifugio vede un passo in più per contrastare il problema: «Aggiungiamo un ulteriore tassello per una città consapevole e dalla parte delle donne, nel quadro di un più ampio coordinamento istituzionale sul fenomeno».
In questa direzione si inserisce anche l’ultima iniziativa del Gruppo Polis: “Ripartire da me” che è a disposizione di tutte le donne desiderose di rimettersi in gioco per dare centralità alla propria persona, soprattutto dopo relazioni negative, spesso con un passato di violenze. Si tratta di un percorso di 12 incontri con due psicoterapeuti ad approccio sistemico relazionale, il cui obiettivo principale è quello di aiutare le donne a prendere coscienza delle proprie potenzialità, accompagnandole nei loro percorsi di fuoriuscita dai disagi e maltrattamenti. Riproposta dopo il riscontro positivo dell’anno scorso, “Ripartire da me” questa volta avrà una forma più ampia e migliorata, grazie anche al contributo delle partecipanti alla prima edizione che saranno coinvolte nel percorso di aiuto. Gli incontri saranno di gruppo e avranno una cadenza settimanale, con orario dalle 18.30 alle 20, e si svolgeranno presso la sede della cooperativa Gruppo R in via Sacro Cuore a Padova. L’ente fa sempre parte di Gruppo Polis e oltre alle case rifugio gestisce anche il Centro antiviolenza civico donna di Chioggia. Finora ha realizzato numerosi corsi di formazione, oltre ad attività di sensibilizzazione nelle scuole e nel territorio. Per info e iscrizioni si può chiamare allo 049- 890056, o scrivere a gruppo.r@gruppopolis.it o ancora consultare il sito www.gruppopolis.it
Il nome Casa Viola, aperta nel 2010, è stato scelto in onore di Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare un matrimonio riparatore; mentre Casa Adele, aperta l’anno scorso nel 2022, è in ricordo di Adele Bei, una delle madri costituenti e nota sindacalista che dedicò la sua vita per la conquista dei diritti delle donne.
Gruppo Polis si occupa anche del Sum, il Servizio uomini maltrattanti, un percorso di ascolto per gli uomini autori di violenza puntando a estirpare gli atteggiamenti violenti e di abuso, e promuovere consapevolezza e responsabilità.