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Olimpiadi 2026, la pista da bob non si farà
Giovanni Malagò decreta il definitivo stop della struttura a Cortina. Costi elevati e tempi ristretti hanno scoraggiato le società. Esultano gli ambientalisti dopo le proteste
FattiGiovanni Malagò decreta il definitivo stop della struttura a Cortina. Costi elevati e tempi ristretti hanno scoraggiato le società. Esultano gli ambientalisti dopo le proteste
Parola fine per la tanto dibattuta pista di bob. Lunedì 16 ottobre, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha annunciato che la pista da bob di Cortina d’Ampezzo non sarà ricostruita in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Questa decisione comporta che le competizioni di bob, slittino e skeleton dovranno essere ospitate su una pista all’estero, poiché non è stata trovata alcuna società disposta a gestire il cantiere, a causa degli elevati costi e dei tempi ristretti. Al centro di dibatti e proteste, però, c’erano anche questioni legate alle ricadute ambientali e sociali del progetto. Malagò ha comunicato che il Governo non ha più intenzione di portare avanti il progetto per la nuova pista, decisione peraltro approvata dal Cio che più volte aveva invitato gli organizzatori a orientarsi su altre soluzioni. Negli ultimi tempi, infatti, Piemonte e Innsbruck in Austria, avevano presentato candidature per ospitare le competizioni di bob. In particolare, il sindaco di Innsbruck aveva proposto di utilizzare la pista da bob locale, richiedendo 12,5 milioni di euro per l’adeguamento delle strutture. E il presidente del Comitato olimpico austriaco ha dichiarato che l’Austria sarebbe interessata a sostenere questa iniziativa. Anche se esiste già una pista da bob a Cortina, sarebbe stato necessario rinnovarla in vari punti per conformarla agli standard attuali. Il bando per il cantiere prevedeva 807 giorni di lavoro, ma mancano circa 830 giorni all’inizio delle Olimpiadi, e la pista dovrebbe essere completata entro la fine di novembre 2024 per consentire collaudi e gare di prova necessari per la certificazione del Cio. Inoltre, durante l’ultimo anno di costruzione avrebbero dovuto essere realizzate le strutture accessorie come le tribune, il centro stampa e gli spazi per gli atleti. All’inizio dell’anno, si è già verificato un cambio di programma per altre discipline delle Olimpiadi invernali del 2026. Le gare di pattinaggio di velocità sono state spostate da Baselga di Piné, in provincia di Trento, a Milano, a causa dei costi elevati relativi all’aggiornamento dell’impianto trentino. Le competizioni si svolgeranno ora presso la fiera nella zona nordoccidentale della città, tra i comuni di Rho e Pero. Luca Zaia rispedisce al mittente la delusione e anticipa che chiederà che siano assegnate al Veneto altre discipline dei prossimi Giochi.