Fatti
L’Alicorno torna a galla. Era stato Tombinato a metà degli anni Cinquanta
Memoria di una Padova città d’acque, è stato tombinato a metà degli anni Cinquanta. Ora c’è un’associazione che vuole riportare il canale in superficie
FattiMemoria di una Padova città d’acque, è stato tombinato a metà degli anni Cinquanta. Ora c’è un’associazione che vuole riportare il canale in superficie
A Padova torna a crescere la pressione perché si arrivi allo stombinamento del canale Alicorno, dal bastione di Santa Croce a Prato della Valle. Una possibilità non più astratta dopo che l’auspicato abbattimento delle graditane est dello stadio Appiani è stato quasi completato. Un lavoro necessario per rendere possibile la riscoperta di una pagina della Padova che è stata e per valorizzare, riqualificandola, tutta l’area che dal bastione Alicorno arriva al Prato, lungo via 58° Fanteria oggi caratterizzata dalle strutture dello stadio e del velodromo Monti e del parcheggio. I soci dell’associazione culturale Amissi dell’Alicorno, in un recente incontro, sono tornati a verificare lo stato dei lavori e, considerata la fase attuale della demolizione delle gradinate est dello stadio che ospitò il calcio Padova fino al 1994, a chiedere che – da subito – sia reso visibile un breve tratto dell’Alicorno: «Sono pezzi di storia fantastici che meritano di essere conosciuti, non solo da quanti ricordano ancora le lavandare che usavano i canali per i panni – racconta Sergio Costa dell’associazione Amissi dell’Alicorno – ma per i molti che non ricordano la Padova città d’acque e le perdite storico ambientali che interventi degli anni Cinquanta hanno comportato». Fu, infatti, a partire dal 1953 che venne tombinata una parte del canale, chiuso a stralci successivamente e ridotto a un condotto con numerose e irregolari sezioni.
Almeno dal 1995 a chiedere lo stombinamento del canale è il prof. Elio Franzin, che già quell’anno, da capogruppo in Consiglio comunale della Lega Nord, aveva sottolineato l’importanza di legare la riemersione dei canali al recupero di Prato della Valle: «Gli stombinamenti a Padova devono cominciare con quello del tratto dell’Alicorno, ora via 58° Fanteria, che collega il Pra’ della Valle al bastione di Santa Croce» scriveva allora Franzin. Che spiegava come il canale tombinato faccia parte essenziale del sistema della grande piazza progettata da Andrea Memmo, un progetto unitario che oggi può essere riportato alla luce grazie ai lavori alla tribuna est dell’Appiani. «L’abbattimento delle gradinate est dell’Appiani è un enorme risultato per tutti, lo stadio continuerà ad avere una funzione ma l’Alicorno non si vede – sottolinea Elio Franzin che suggerisce un passo che appare fattibile – Se cominciamo mettendo in luce la “botte” che sottopassa le mura cinquecentesche e il terrapieno, rendiamo visibile un elemento importante, “storico”, del rapporto fra le acque e le mura veneziane. Lo svelamento della “botte” che si trova a est del bastione di Santa Croce non trova controindicazioni e le arcate del ponte esterno a Porta Santa Croce fanno supporre che un’enorme quantità d’acqua arrivasse fino a lì. Il traffico enorme in via 58° Fanteria e via Marghera è un ostacolo a qualsiasi intervento relativo allo stombinamento, a stralci, dell’Alicorno, corso d’acqua lontano dagli occhi e quindi lontano dal cuore». Invitato all’incontro, ha portato i suoi saluti anche l’abate di Santa Giustina, dom Giulio Pagnoni che ha ricordato come il canale Alicorno fosse essenziale per la vita del monastero di Santa Giustina che riceveva acqua per la coltivazione degli orti e per la pescheria nella quale per secoli si allevavano pesci: «Un tempo l’acqua in città rappresentava una ricchezza e una fonte di energia. Oggi i cambiamenti climatici rendono ancora più evidente l’importanza di una manutenzione attenta della rete idraulica cittadina e il monitoraggio continuo dei canali che restano vivi e preziosi, come vene profonde, necessarie alla nostra esistenza».
L’Alicorno è uno dei canali artificiali che scorrono all’interno del centro di Padova. Da alius cornii (“altro ramo” del Bacchiglione), fu scavato intorno al 1230 dai monaci di Santa Giustina a servizio dei mulini della zona di Santa Croce. Nasce dal Bacchiglione, da cui si stacca all’altezza del bastione Alicorno e attraversa Prato della Valle, dove ricambia le acque che scorrono attorno all’Isola Memmia. Il resto del tracciato è prevalentemente tombinato, fino al ricongiungimento con il canale di Santa Chiara a valle del Ponte Corvo, dove assieme formano il canale di San Massimo. La riqualificazione di via 58° Fanteria prevede lo stombinamento per circa 300 metri (oltre a una pista ciclopedonale).
Adottare uno spazio di prossimità (piazza, monumento, parco, strada, aiuola) significa garantire la conservazione e diffondere la conoscenza del luogo, promuovendone la valorizzazione e sottraendolo a un eventuale degrado. Ed è questo l’obiettivo della seconda edizione del bando “Adotta uno spazio” promosso da Fondazione Cariparo: potranno partecipare al bando, per il quale vengono messi a disposizione centomila euro, le scuole di ogni ordine e grado delle province di Padova e Rovigo, a esclusione di asili nido e scuole dell’infanzia. Il contributo per ogni singolo progetto e di massimo duemila euro. Regolamento su www. fondazionecariparo.it