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Torreglia. Come educare all’educare
Torreglia Dopo un percorso teorico sul senso di essere una comunità educante, prosegue il progetto-patto che insegna agli adulti a essere buoni “maestri” per giovani e ragazzi
FattiTorreglia Dopo un percorso teorico sul senso di essere una comunità educante, prosegue il progetto-patto che insegna agli adulti a essere buoni “maestri” per giovani e ragazzi
Continua con successo il progetto “Patto educativo” di Torreglia, avviato a settembre e destinato a coinvolgere sempre di più la comunità. È proprio quest’ultima parola il cuore dell’iniziativa, partita anni or sono per iniziativa dell’amministrazione del sindaco Filippo Legnaro, con l’obiettivo di interessare gli adulti in un percorso che possa portarli a essere buoni educatori per ragazzi e ragazze. «Fino al 2022 il progetto è stato uno studio teorico, coadiuvato da Michele Visentin, filosofo e pedagogista, e Federico Battaglini, psicologo e psicoterapeuta, che ci hanno guidati in una riflessione su cosa significhi essere comunità educante, su come educare al meglio i giovani – spiega Chiara Mario, consigliera delegata al Patto educativo – L’approfondimento ha coinvolto anche varie associazioni, il mondo dello sport e il Terzo settore. In particolare le due parrocchie di Torreglia e Luvigliano, rappresentate dai parroci e dai consigli pastorali, hanno condiviso la loro idea di educazione e le criticità che rilevavano. È emerso il problema di molte famiglie chiuse in sé stesse, quindi la necessità di aprirle e metterle in relazione». La svolta c’è stata lo scorso 20 settembre, quando è stato presentato per la prima volta il libro Progetto Patto educativo (Il Poligrafo, pp. 156), pubblicato nel settembre 2022 e frutto dello studio degli ultimi anni e propulsore di azioni concrete avviate in autunno. «Il sindaco attuale, Marco Rigato, ha recepito ciò che è stato realizzato fino al 2022 e ne ha fatto uno dei punti cardini del programma – continua Mario – Ora ci stiamo indirizzando verso due strade: la prima interessa gli adulti, vogliamo metterli in relazione per farli diventare promotori di un’educazione efficace. Abbiamo istituito un coordinamento pedagogico territoriale per le scuole da zero a sei anni, nel quale le insegnanti potranno confrontarsi, coordinate dallo stesso Visentin. Stiamo poi organizzando incontri per sostenere la genitorialità e il benessere digitale, coinvolgendo anche le maestre: momenti di ascolto che aiutano gli adulti a educare positivamente alla tecnologia». Il secondo nucleo riguarda le scuole primarie partite già a maggio con la settimana delle arti e dei mestieri: «18 artisti e artigiani hanno raccontato agli studenti le loro passioni e il loro lavoro, mentre quest’anno il percorso continuerà con tre laboratori artigianali. Per i ragazzi di terza media, invece, ci sarà un progetto sulle pietre della memoria: assieme agli anziani del paese, mostreremo i monumenti del Comune per far conoscere la nostra storia» conclude la consigliera che ricorda come tutto questo è frutto della sensibilità dell’amministrazione ma anche di indicazioni del Miur, che dal 2020 incoraggia scuole ed enti a collaborare per contrastare la povertà educativa. A Torreglia, l’obiettivo sembra esser stato raggiunto.
Alberto Baviera