Idee
Nel Grande nord il silenzio è assoluto, interrotto solo dal rumore dell’avanzare delle slitte sulla neve e dal vento che spazza gli altipiani ghiacciati. È in questo scenario estremo che ha preso forma la nuova traversata artica di Riccardo Benetti e Giacomo Troisi, tra laghi ghiacciati, pianure e montagne innevate, cieli accesi dall’aurora boreale.
Partiti come lo scorso anno dal lago di Kilpisjärvi in Lapponia, all’estremità nord-occidentale della Finlandia, i due giovani avevano concluso la spedizione precedente dirigendosi verso sud-ovest fino alla località di Rosta, in Norvegia. Questa volta hanno seguito la direzione opposta, spingendosi verso nord-est fino a Bilto, nel Parco nazionale di Reisa, sempre in territorio norvegese. Il percorso è stato di 80 chilometri, tre quarti dei quali in Finlandia e il rimanente in Norvegia, diviso in 7 tappe con un dislivello positivo di 1000 metri, dal 27 febbraio al 5 marzo. Ogni giorno, con ai piedi gli sci alpinismo, hanno compiuto una distanza rimanendo sempre sotto i 15 chilometri. «Non è stato solo un viaggio di piacere ma anche a scopo scientifico: abbiamo portato con noi uno schermo solare (un dispositivo per misurare correttamente i dati atmosferici), contenente due sensori meteorologici che hanno registrato valori di temperatura e umidità durante il nostro percorso» raccontano. Per trasportare il materiale occorrente hanno utilizzato due pulke (le tipiche slitte scandinave) ognuna di 35 chilogrammi. Dentro le slitte tutto il necessario per una completa autonomia: viveri liofilizzati, sacchi a pelo resistenti a bassissime temperature, il fornello, i pannelli solari, la tenda, il vestiario e l’attrezzatura tecnica. «Per tutta la durata della spedizione abbiamo equipaggiato la parte alta delle pulke con pannelli solari e powerbank, per avere più autosufficienza possibile».
L’ambiente perlopiù inospitale di quelle latitudini ha mostrato il suo volto nella giornata del 3 marzo, nella tappa finlandese da Pihtsusjarvi a Kopmajoki, 11 chilometri di saliscendi: «Ci ha sorpreso una violenta tempesta di neve e vento, con la temperatura percepita di -24° gradi. Impossibile orientarsi dato che la visibilità era nulla: ci siamo aiutati con il telefono satellitare e sfruttando il fatto che il vento soffiava costantemente da sud, spostando ai nostri piedi una notevole quantità di neve verso la direzione giusta da seguire, il nord». Quest’anno Riccardo e Giacomo hanno attraversato molti laghi ghiacciati, alcuni lunghi diversi chilometri e, nonostante fossero ricoperti di neve e ghiaccio, «eravamo sempre tesi durante il passaggio». La natura è stata ancora una volta la vera protagonista: «Ci hanno affascinato le bellissime aurore boreali con la bellezza dei paesaggi di bianche distese a perdita d’occhio; poi è stato entusiasmante vedere le mandrie di renne, le pernici e le tracce di volpe artica». I due hanno concluso ricordando come questa seconda avventura in terra artica «ha rafforzato la nostra amicizia e ci ha trovati molto più preparati dell’anno scorso».