Fatti
Artigiani preoccupati. I dubbi legati al decreto “Salva spese”
Dall’Aglio: «Dovremo fare i conti con provvedimenti palliativi per i cantieri del Superbonus»
FattiDall’Aglio: «Dovremo fare i conti con provvedimenti palliativi per i cantieri del Superbonus»
Provvedimenti palliativi riguardo al Superbonus e una decisione netta e inattesa sul bonus “barriere architettoniche” al 75 per cento: sono queste le disposizioni contenute nel Decreto legge n. 212, che preoccupano gli imprenditori artigiani del comparto casa. Confartigianato aveva chiesto, anche nei giorni scorsi, una proroga del Superbonus per i 400 condomini che attendono di essere terminati in provincia di Padova e invece ora le oltre undicimila aziende del settore devono fare i conti anche con la brusca frenata del bonus 75 per cento. «Le nostre richieste di estendere lo sfruttamento del Superbonus al 110 per cento per i prossimi tre mesi, necessari a completare i lavori nei condomini, non sono state accolte. La soluzione proposta dal Governo con questo decreto “Salva spese” non è sufficiente a evitare la moltitudine di problematiche che investiranno le nostre aziende coinvolte nei lavori». La denuncia è di Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova, che aggiunge: «La soluzione di mantenere il 110 per cento per opere per le quali si è optato per lo sconto in fattura o la cessione del credito, su Sal effettuati fino al 31 dicembre 2023, anche in caso di mancata ultimazione dei lavori e di mancato raggiungimento dell’obiettivo green del salto delle due classi, è solo un palliativo a saldi invariati per lo Stato. Oltretutto, sarebbe meglio prevedere subito dei correttivi in fase di conversione, altrimenti si rischia ancora di agevolare chi finora se l’è presa comoda e di finire i lavori non ha mai avuto fretta». Il testo del decreto in vigore da qualche giorno, prevede poi un contributo a favore dei condòmini a basso reddito, si parla di un reddito “di riferimento” non superiore a quindicimila euro, per aiutarli a sostenere parte delle spese del 2024, dato che dal 1° gennaio il Superbonus è sceso al 70 per cento. Ma solo su quei cantieri dove, al 31 dicembre 2023, si era già raggiunto almeno il 60 per cento dei Sal previsti. «Anche questa misura risolve pochissimo – continua il presidente Dall’Aglio – perché non vengono stanziate nuove risorse: quelle previste vengono ripescate dal precedente fondo creato già l’anno scorso dal decreto “Aiuti quater” proprio in favore delle famiglie indigenti alle prese con i lavori del Superbonus. Iniziativa questa che, come previsto, si è rivelata un flop, essendo avanzati ben 16 milioni di euro su 20 milioni complessivamente messi a disposizione già all’epoca. Anche qui, quindi, un maquillage a costo zero per lo Stato». Tuttavia, se dai proclami degli ultimi tempi si poteva intuire uno stop governativo rispetto a ogni ipotesi di proroga del Superbonus, ciò che lascia basiti è la stretta sul bonus “barriere architettoniche” e soprattutto la motivazione riportata dal Governo, ossia, quella di evitare comportamenti opportunistici.