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Csv Vicenza. Torna “Armonie di speranza”
Per l’Ucraina Alternanza di musica e testimonianze nella serata del 26 aprile che fanno ripercorrere questi due lunghissimi anni di guerra
FattiPer l’Ucraina Alternanza di musica e testimonianze nella serata del 26 aprile che fanno ripercorrere questi due lunghissimi anni di guerra
La musica, le voci unite di due cantanti, una italiana, il soprano Ilaria Gusella, e l’altra ucraina, Illaria Ethno, rappresentano nuovamente l’augurio di pace che il mondo del volontariato e il Csv di Vicenza promuove sin dall’inizio del conflitto. Al Teatro Remondini di Bassano del Grappa, nella serata del 26 aprile, il pubblico rivive le emozioni di una nuova edizione di “Armonie di speranza per l’Ucraina”, con la partecipazione del coro e dell’orchestra di Vicenza diretti dal maestro Giuliano Fracasso, la conduzione di Flavia Dian e la regia di Anna Zago. Per comprendere cosa significhi ogni gesto di disponibilità, riportiamo qualche estratto del racconto della famiglia Bordignon di Nove (Vicenza) che ha ospitato due ragazze ucraine a gennaio 2024. «L’emozione è stata la sensazione dominante nei sette giorni trascorsi insieme a Katheryna e Svetlana, diciannove e venticinque anni. Sono arrivate da diverse aree dell’Ucraina, con una comitiva di cinquanta ragazze e ragazzi, su iniziativa dell’Azione Cattolica nazionale che ha individuato in Vicenza e Bologna le due diocesi ospitanti. Ad accompagnare i ragazzi, padre Roman Demush, che ha definito il viaggio pellegrinaggio di speranza e di testimonianza». Il programma è stato fitto di appuntamenti: il santuario di Scaldaferro, la messa con la comunità ucraina di Vicenza, la visita della città e l’incontro con il sindaco Giacomo Possamai. «La comitiva è andata a Venezia e poi a Bologna, dove siamo stati accolti dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, che ha voluto ascoltare attentamente le testimonianze dei ragazzi, assicurando che non saranno dimenticati: straziante il contesto di dolore, paura e distruzione delle loro storie. L’abbraccio delle due diocesi, era per lui già una chiara sconfitta della logica della violenza». Poi a Bassano il meeting con i ragazzi, la messa dei popoli presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto e un po’ di tempo libero. «Molti di loro avevano un’espressione di incredulità: “Ma come? Possiamo passeggiare tranquilli, senza il timore di sirene, bombe…”. Era il sogno che si faceva realtà, fino alla ripartenza, per affrontare quasi duemila chilometri. Una distanza che, tuttavia, dopo questa esperienza, sembrava ridotta».