Fatti
Csv Padova & Rovigo. Proposte per tempo libero inclusivo
Attività estive o extrascolastiche vanno pensate sin dall’origine senza “ghettizzare” i fragili
FattiAttività estive o extrascolastiche vanno pensate sin dall’origine senza “ghettizzare” i fragili
La scarsità di processi e servizi realmente inclusivi nel tempo libero è il problema individuato dal gruppo Inclusivi anonimi, che con l’azione “crea relazioni per una comunità includente” vuole attivare dei percorsi di formazione per educatori, animatori e volontari del tempo libero, in particolare quello extrascolastico; attivare percorsi con gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, per sensibilizzarli sull’importanza di generare relazioni che fanno scoprire le diversità e le potenzialità del mettersi in gioco, portandoli a creare delle proposte di attività inclusive; contribuire a dare una risposta per la gestione del tempo libero che vada oltre alla proposta di attività ricreative solo tra persone fragili, contrastando così la cultura dell’abilismo che porta a proposte ricreative solo per nicchie. Il gruppo è composto da quattro associazioni: Amici del sorriso, Billy Integration, Down dadi, Gtl Gruppo tempo libero.
«Il tempo libero non è stare in casa davanti allo schermo della televisione: così i ragazzi non hanno amicizie, ma nell’adolescenza spesso è problematico e il ragazzo rischia di passare l’estate chiuso in casa o dai nonni e questo può comportare una spinta verso il decadimento cognitivo e/o sanitario – spiega Cristina Fasolato, coordinatrice del gruppo – Dobbiamo lavorare sull’inclusione senza ghettizzare: i fragili non devono stare tutti insieme tra loro, perché se hanno una disabilità intellettiva, hanno però una capacità emotiva. Le proposte per il tempo libero vanno pensate fin dall’origine per tutti e per questo noi abbiamo pensato a centri estivi inclusivi. C’è chi a volte improvvisa animato da buona volontà, ma questa non è sufficiente per trovare le risposte adatte al tempo extrascolastico».