Fatti
Manuel Frigo, nuotatore. Responsabilità, consapevolezza e un gruppo affiatato
Manuel Frigo ha rappresentato l’Italia ai Giochi di Tokyo 2020, vincendo l’argento nella 4x100 maschile stile libero
FattiManuel Frigo ha rappresentato l’Italia ai Giochi di Tokyo 2020, vincendo l’argento nella 4x100 maschile stile libero
«Non sarà facile riconfermare l’argento di Tokyo, ma ci proveremo». Manuel Frigo, 27 anni, nato a Cittadella ma residente a Castione di Loria (Treviso), componente della staffetta 4×100 stile libero, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo si è preparato in Spagna per la sua seconda avventura olimpica. «Sinceramente non so proprio cosa aspettarmi da un punto di vista ambientale. È la mia seconda Olimpiade, ma a Tokyo eravamo in pieno Covid e la situazione era surreale. Parigi, quindi, per me saranno i primi veri Giochi».Staffetta collaudata, la vostra… «Noi puntiamo su questo aspetto visto che siamo andati sempre sul podio nelle manifestazioni dove abbiamo gareggiato insieme».Cosa aspettarsi da un punto di vista professionale? «Ho la consapevolezza che si tratta di una gara importante, un passaggio della mia carriera determinante. Magari quando smetterò valuterò il tutto sotto un altro aspetto, ma al momento è così. Infatti, il tempo libero è poco perché facciamo due allenamenti al giorno ed al sabato uno. Nel tempo che mi rimane mi devo riposare al massimo. Penseremo alle vacanze quando avremo terminato l’avventura olimpica». Amici? «A Castione dove abitano i miei ne ho pochi perché quando siamo andati ad abitare lì, ero già molto in giro con la Nazionale. Ho amici a Galliera dove sono cresciuto e poi gli amici di scuola, quelli della piscina di Rosà dove sono cresciuto, oltre naturalmente a quelli della nazionale. Oltre al nuoto, c’è spazio per qualche hobby? «Mi piacciono tutti gli sport e se posso li seguo anche. Poi sono tifoso della Juventus. No, non ho avuto idoli da piccolo nemmeno nel nuoto». Come hai iniziato a nuotare? «Lo devo a mia mamma che a 8 anni mi ha portato in piscina a Rosà per imparare e nuotare, prendere i brevetti e poi chissà… magari fare l’istruttore di nuoto. Invece, piano piano mi sono appassionato a tal punto che… eccomi qui. Ai genitori però io dico: sentite il parere dei vostri figli e poi lasciateli decidere da soli».
Gabriele Zanchin